5 Minuti insieme Sott’Acqua per il Clima: MPA_ADAPT con PADI & DAN Europe.

Operativo il progetto pilota MPA_ADAPT con i Centri PADI in collaborazione con DAN Europe Foundation nelle AMP di Portofino e delle isole Pelagie.

Tutti i divers ricreativi, che hanno intenzione di aderire a quest’iniziativa promossa dal progetto MPA_ADAPT potranno farlo con i Centri PADI che operano nelle AMP di Portofino e delle Isole Pelagie che hanno aderito all’iniziativa e che potranno condurre immersioni e/o corsi di formazione dedicati alla “Citizen Science” attraverso il rilascio del brevetto PADI Fish Identification.

Il personale dei Diving Center è stato appositamente formato e dotato di una serie di strumenti, che permetteranno il coinvolgimento dei divers ricreativi in azioni di ricerca integrata raccogliendo dati attraverso il protocollo di Identificazione delle specie di cambiamento climatico, che permetterà alle AMP di avere dati importanti per affrontare il problema del “Climate Change”, allo stesso tempo i divers doneranno il profilo della loro immersione a DAN Research che coinvolge da diversi anni i divers nella raccolta delle informazioni necessarie allo studio dei dati relativi alle immersioni sotto il profilo fisiologico.

Ecco l’elenco dei Diving che aderiscono all’iniziativa:

AMP Portofino:

ABYSS PROFESSIONAL: raul@abyssprofessional.it;

CORDERIA NAZIONALE: info@corderianazionale.it;

DIVING EVOLUTION: andrea@divingevolution.com;

DIVING GROUP PORTOFINO: info@dgportofino.com;

DIVING NERVI ITC: info@divingnervi.com;

EUROPEAN DIVING ASD: info@edcmi.com;

PORTOFINO DIVERS: info@portofinodivers.com.

AMP Pelagie:

MARE NOSTRUM LINOSA: linosadiving@gmail.com;

MARINA DIVING LAMPEDUSA: info@marinadivinglampedusa.com;

MOBY DIVING: info@mobydiving.it;

PELAGOS DIVING LAMPEDUSA: info@pelagoslampedusa.it.

Il Team di DAN Research capitanato da Max Pieri ha collaborato al progetto integrando la lavagnetta di raccolta dei dati con il loro programma storico di Citizen Science: Diver Safety Guardian.


Ecco le parole ufficiali della AMP – Portofino:

L’Area Marina Protetta di Portofino è partner del progetto Interreg, MPA_Adapt che ha come obiettivo lo sviluppo di piani di adattamento per rendere le Aree Marine Protette più resilienti nei confronti dei cambiamenti climatici, i cui effetti sono ormai ben visibili.
Tra le misure previste sono presenti il coinvolgimento delle comunità locali e lo sviluppo di protocolli di monitoraggio specifici per comprendere gli effetti dei cambiamenti climatici, proprio per quest’ultimo aspetto grazie al coinvolgimento di PADI e DAN si è potuto estendere il protocollo per il visual census ai subacquei ricreativi (Citizen Science), aumentando così la quantità di dati raccolti nelle AMP delle Pelagie e di Portofino.

Le specie target inserite protocollo Visual Census sono sia mediterranee (tra cui alcune tipiche del sud del bacino) che tropicali, queste ultime nelle acque dell’AMP di Portofino non sono (per ora) presenti, per questa ragione si sono aggiunte anche il Barracuda e la Cernia dorata, specie termofile in aumento a Portofino, in passato rare nel bacino ligure e la corvina, specie target per la AMP.

In tutte e due i casi sono stati individuati dalle AMP in accordo con i diving dei Siti permanenti dove verranno realizzate le attività di raccolta dei dati da parte dei divers ricreativi.

 

PADI GO PRO Night 30 Giugno 2018 – Giardini Naxos.

di Fabio Figurella – Regional Manager PADI EMEA.
Lo scorso 30 Giugno ho avuto il piacere e l’onore di partecipare come ogni anno ad una PADI Go Pro Night organizzata dal Centro PADI Sea Spirit di Giardini Naxos, uno dei centri più attivi Italiani nella formazione di Sub a livello internazionale soprattutto per la parte professionale gestito dal Course Director Carmelo Sgroi, e da Cilla Lentz Diving Center Manager.
Ogni anno sono sempre venuto con grande piacere a questi eventi poiché c’è sempre un gran numero di partecipanti, a livello internazionale e molto interessati alla Carriera Professionale PADI.
Quest’anno l’evento ha avuto un successo enorme, organizzato in collaborazione con l’associazione MEGISS Dive Lab ha visto affrontare il tema della fotografia Naturalistica e della consapevolezza Ambientale legata al mondo dei professionisti PADI.
Ospiti d’eccellenza Francesco Turano, fotografo Naturalista che ha proiettato delle immagini che hanno creato fortissime emozioni in sala.
Presente anche la Dr. Laura Marroni Vice-Presidente di DAN Europe Foundation, una tra le più giovani manager a livello mondiale dell’industria subacquea, che ha presentato la fondazione DAN Europe e le sue attività, raccontando la sua esperienza vissuta durante l’IDC diventando Istruttore PADI.
All’incontro hanno partecipato circa 60 Professionisti PADI o Rescue Diver interessati ad intraprendere la loro carriera Professionale.

L’obiettivo principale dell’evento è presentare ai tanti Rescue e Divemaster presenti le opportunità della carriera Professionale PADI, la magia di poter cambiare vita e trasformare la propria “Passione” in una “Professione”.

Tema centrale dell’evento la conservazione del Mar Mediterraneo come obiettivo principale dei Professionisti PADI.

Ho intervistato alcuni dei componenti più rappresentativi dello Staff di Sea Spirit:

Carmelo Sgroi – PADI Course Director.
La Sua carriera comincia come Dive Master Padi nelle acque del mediterraneo della costa Ionica di Taormina. Diventato in seguito un PADI open water dive instructor in Australia. Diventato in seguito IDC Staff Instructor e Master Instructor PADI presso Koh Tao-Thailand. Nel 2018, Carmelo Sgroi completa con successo il corso di formazione per direttori di corso PADI in Malesia e consegue lo stato di direttore di corso PADI. Nel 2015 Sea Spirit Diving Resort diventa un 5 star IDC Resort e Carmelo Sgroi e Mark Soworka decidono di portare la loro esperienza anche in Europa organizzando il primo corso Istruttori PADI internazionale in Sicilia e fondando anche dive-careers-europe.

Ha chiuso Laura Marroni Vice Presidente di DAN Europe ecco le sue parole:
Partecipare alla PADI Go Pro Night a Taormina è stata una grande esperienza. Ho avuto l’opportunità di parlare con un gruppo di subacquei appassionati disposti a diventare Istruttori e raccontare loro della mia carriera nell’ industria Subacquea e di come DAN può aiutarli e proteggerli. DAN è sempre stata dalla parte di ogni sub, dai principianti ai più esperti. I professionisti dell’immersione possono contare sulla nostra assistenza medica e supporto in ogni fase della loro carriera e possono a loro volta aiutarci a rendere le immersioni più sicure partecipando ai nostri programmi di ricerca. Tutti insieme siamo una grande comunità e condividiamo un obiettivo molto importante: fare immersioni in sicurezza, nel rispetto dell’ambiente. Come professionisti, abbiamo il privilegio di guidare le persone attraverso il meraviglioso mondo sommerso e il potere di cambiare la vita delle persone. Essere istruttori subacquei è molto più che un lavoro, è una missione impegnativa e bella!


Infine come PADI EMEA abbiamo consegnato un riconoscimento speciale al Fotografo Naturalista Francesco Turano “Per l’Eccezionale impegno nella divulgazione della sostenibilità Ambientale attraverso la Fotografia Naturalistica” Ecco le sue parole:
La consapevolezza del subacqueo è un punto fondamentale su cui puntare oggi. Tutto nasce dal fatto che il turismo subacqueo non è più in equilibrio con l’ambiente marino, sovente sfruttato senza essere conosciuto e rispettato. Anche i diving center dovrebbero modificare il loro modo di operare e la gestione delle immersioni per gruppi numerosi.
La didattica sub, che ha il compito di introdurre alla fruizione del mondo sommerso, deve essere accompagnata, oggi più cha mai, da adeguata formazione riguardo la biologia marina e l’ecologia, attraverso strumenti come l’osservazione naturalistica e la fotografia. Solo così si evita di immergersi per un divertimento effimero, fine a se stesso, e si diventa consapevoli, attraverso la conoscenza degli ambienti sommersi e quindi portati al rispetto della vita nel mare.
Una vita in Mediterraneo, studiando e fotografando in tutte le stagioni e in ogni condizione, mi consentono oggi di affermare che la subacquea deve evolversi attraverso una corretta educazione ambientale, possibile solo con corsi adeguati che permettano di apprendere punti importanti nella pratica delle immersioni. Ho condiviso il mio pensiero con MEGISS, associazione per la conoscenza e la tutela degli ambienti marini in Mediterraneo, e adesso vorrei provare a condividerla con PADI, qualora si colga l’importanza e la validità del messaggio!

PADI Woman’s Dive Day: Tatiana Geloso.

Perché e Come sei diventata una PADI Diver?
Avevo deciso di imparare ad andare sott’acqua quando in Finlandia i miei amici mi raccontarono che stavano partecipando ad un corso sub, entusiasti di immergersi in quei laghi bui e freddi dopo un addestramento fatto in piscina – ed io che avrei potuto godere delle acque cristalline della Sicilia non avevo ancora fatto questa esperienza! Così sulla via per andare in Sicilia a fine estate, mi fermai in Liguria, dove mia cugina, una donna di mare e speciale per me, reduce dalle stagioni maldiviane e ormai rientrata in Italia, mi condusse nella mia prima esperienza subacquea: dopo i primi esercizi nella piscina dello stabilimento balneare, mi da il via per le acque libere, e lì fu un colpo di fulmine. A Palermo, di corsa alla ricerca di una scuola sub: completo il corso, e decido che questo è quello che voglio fare da grande, e la Finlandia… dovrà rivedermi solo in inverno. Era il 1994.

Cosa significa PADI per te?
PADI oggi per me è un valido partner di lavoro. Mi mette a disposizione tanto materiale informativo utile sia per la mia formazione personale che del settore; mi fornisce materiale didattico ed ausili pratici per svolgere il mio lavoro in modo preciso, permettendomi di avere una base solida di standard alla quale posso aggiungere il mio bagaglio d’esperienza nell’insegnamento e nella conduzione di esperienze subacquee; supporta la mia azienda con strumenti di marketing focalizzati nel mio settore come nessun altra società di marketing può fare; mi da opportunità di crescita professionale e di possibilità di carriera. Faccio questo di professione, non “per passione” ma CON passione, e tanta. Ed essendo un imprenditore, non potrei collaborare con organizzazioni che non abbiano la stessa mission, permettendomi di spaziare nella mia creatività imprenditoriale.

Cosa significa per te essere una subacquea?
Significa avere il privilegio di godere di un’altra dimensione della vita: non solo da un punto di vista geografico, dato che il nostro pianeta è maggiormente ricoperto d’acqua, ma dal punto di vista emozionale e sensazionale, dandoti la possibilità di scoprire ed apprezzare altri valori della vita. C’è tutto ciò che di buono la vita può offrire: bellezze naturali, l’esplorazione; ti insegna il rispetto, la disciplina ed il riconoscimento dei propri limiti, la condivisione con gli altri.
Quando sei un subacqueo, nell’animo, non significa solo praticare la subacquea: diventa uno stile di vita. Tutti quei valori imparati sott’acqua li trasporti nella tua vita quotidiana, e le “regole del mare” fanno parte anche della tua vita terrestre. Le tue priorità cambiano: di fronte ad un’esperienza subacquea rinunceresti a tante di quelle cose che diamo per scontato facciano parte della propria vita. E’ riduttivo per me dire che lo faccio per lavoro – ma lavorare nella subacquea significa poter vivere questa dimensione anche nel momento di dovere della propria vita.

Quale è il tuo sito di immersion preferito?
Domanda difficile! Non c’è un punto d’immersione, non c’è mai stata una immersione, di cui non abbia potuto apprezzare qualcosa. E’ vero, ho dei ricordi indelebili di alcune immersioni in particolare, ma in realtà ciò che associamo al luogo è l’esperienza che abbiamo vissuto, e questa dipende davvero da tanti fattori, come il proprio stato d’animo, il momento della vita, con chi si è, quali sono stati gli incontri subacquei, ecc. Ma se dovessi parlare di un sito d’immersione come se fosse il mio giardino di casa, parlerei della Secchitella di Linosa. E’ il luogo a cui sono legata per essere il sito in cui ho svolto più immersioni nella mia vita, che potrei fare senza un computer che mi legge la profondità perché saprei esattamente dove mi trovo. E’ il luogo dove ho imparato ad affrontare la corrente e la profondità, ad apprezzare i cambiamenti del mare secondo le sue stagioni, dove ho condotto immersioni dal sommo all’abisso, per bambini fino ai più esperti in profondità. Dove trovi vita pelagica e sessile, storia (resti archeologici) ed anche se non ci fosse tutto questo, sarebbe maestosa già nel suo essere, nella sua figura di una montagna che si erge dai 60 metri da cui fondo puoi anche scorgere il suo cappello a 3,5 metri per l’estrema trasparenza dell’acqua. Direi che è il mio luogo preferito in cui condurre altri subacquei!

Quale è il tuo sogno di immersione?
Il Mediterraneo è il “mio” mare, e seppur io abbia visitato altri oceani organizzando viaggi subacquei per i miei clienti, non lo cambierei con nessun altro mare. Il mio sogno rimane quello di poterlo esplorare e conoscere al massimo possibile: grazie al mio lavoro di diving su due delle isole più amate dai subacquei – Ustica e Linosa – ho potuto conoscerle entrambe a fondo e se potessi, lo farei su tutte le isole minori siciliane.

Quale è il tuo programma per il Woman Dive Day del prossimo 21 Luglio?
Il 2018 è il mio secondo anno del Padi Women Dive Day. Lo scorso anno, a Ustica, ho coinvolto diverse donne subacquee dedicando questa giornata a due programmi molto interessanti: un’esperienza di Freediving con il programma PADI Basic Freediver condotto dall’istruttore PADI Freediver Daniele Ruggieri, in cui le partecipanti hanno potuto apprezzare le proprie abilità di immersione senza l’autorespiratore e scoperto un nuovo rapporto con il mare e con se stesse. E visto che noi donne non riusciamo a fare solo una cosa per volta (!), le ho coinvolte in un’immersione svolta “in punta di pinne”, introducendo il concetto dell’”Environmental Friendly Diver” presentato dal ricercatore Dott. Franco Andaloro. Davvero un weekend memorabile in cui la condivisione intensa fra donne è stata trainante anche per gli uomini coinvolti nelle attività.
Quest’anno non saremo da meno – ho pensato di ridurre il programma ad una sola attività, ma ho sdoppiato l’organizzazione. A Ustica, insieme ad un altro diving PADI dell’isola ci dedichiamo nuovamente all’ambiente, ma con uno specifico programma: con la collaborazione dell’Area Marina Protetta Isola di Ustica e DueProject Sea Sentinels, organizziamo due immersioni rivolte all’identificazione dei pesci. La biologa dell’AMP Annalisa Patania condurrà un’introduzione sulle specie tipicamente avvistate nei fondali usticesi, con particolare attenzione a quelle specie identificate dal progetto Sea Sentinels, dell’università di Bologna, per il monitoraggio della biodiversità del Mediterraneo. Avendo partecipato a queste due immersioni, i partecipanti potranno ottenere il brevetto di AWARE Fish Identification, condotte da noi istruttori.
Dicevo di essermi sdoppiata quest’anno: in contemporanea, nel nostro PADI Dive Resort a Palermo sarà organizzato un Dive Against Debris, all’interno del nostro progetto di “Adotta La Zotta”, sito a Sferracavallo (località balneare palermitana), che fa parte dell’impegno preso con Project Aware “Adopt a Dive Site”. E’ una sfida che ho iniziato da sola più di un anno fa, ma quando si tratta di ambiente e cura del proprio mare, mi son trovata supportata da tanti subacquei, fra cui la maggior parte donne.
Voglio dedicare questo Women Dive Day 2018 coinvolgendo più donne alla buona causa della salute del nostro mare, tramite la conoscenza (AWARE Fish Identification a Ustica) e la protezione attiva (Dive Against Debris a Palermo).
Quali sono le sfide e le opportunità più importanti che affrontano le donne nelle immersioni?
Potrei dire che le donne non hanno più sfide degli uomini da affrontare nella subacquea in sé – in realtà pare che le più grandi sfide siano solo culturali e legate al sistema che si è creato sulla pratica della subacquea. Ma è un’evoluzione continua, e come in ogni settore, la presenza sempre maggiore delle donne apporta novità e contributi allo sviluppo della subacquea.
Come possiamo avere più donne coinvolte nella comunità subacquea?
L’industria subacquea necessita di porre più attenzione alle esigenze delle donne in termini logistici e di attrezzature. E’ chiaro che l’offerta parte dalla domanda, e se la percentuale delle donne è minore, minore sarà la risposta da parte delle aziende. Dunque, credo che il compito spetti alle donne professioniste, le quali sono nella posizione di comprendere le affinità tra donna e subacquea e fare in modo che le strutture, i programmi di formazione, le varie attività prendano in considerazione le esigenze e le richieste specifiche delle donne, permettendole di prendere parte alle attività subacquee senza doversi sentire in esame o messe a confronto con il sesso maschile. La varietà è ricchezza, e la capacità di condividere le proprie differenze permetterà sia uomini che donne di vivere insieme con molteplici sfaccettature il meraviglioso mondo sommerso. L’organizzazione degli eventi dedicati come il PADI Women Dive Day non ha da essere interpretata come una ghettizzazione delle donne subacquee, bensì quella di stimolare e invitare più donne ad essere coinvolte e di lanciare il messaggio “YOU CAN”, a cui aggiungerei “WE CARE”.

Consigli per le donne che stanno pensando ad una carriera subacquea?
Mi sento di dire: “rimanete donne. Non è necessario emulare ciò che fa o come lo fa una guida subacquea o istruttore uomo. Non è l’unico modello da seguire. Non dovete essere mascoline per avere un ruolo professionale nella subacquea, perché sono la passione, la conoscenza, il buon senso, il rispetto, l’amore per la condivisione che ci rendono professionisti. Uomini e donne differiamo per predisposizione e carattere, e dunque saremo forti in alcuni aspetti, deboli in altri. Come organizzare la propria vita? Per gli impegni che ci prendiamo, per il ruolo che potremmo avere all’interno di una famiglia, certamente per una donna può essere più complicato –ma, è una questione di scelte, che ciascuna di voi saprà come gestire secondo le proprie priorità.”
Di certo il mondo della subacquea ha bisogno di più donne, dunque l’appello va anche agli uomini di darci una mano!

PADI Woman’s Dive Day: Damiana Gloria Polito

 

Perchè e Come sei diventata una PADI Diver?
Ho conosciuto Padi per caso con il corso ADV svolto a Ponza e subito mi sono piaciuti i materiali e l’aspetto ludico nella conduzione del corso; nonostante siano passati tanti anni ricordo con piacere le lezioni tenute dal mio istruttore dell’epoca, Alessio Ferron, e le immersioni fatte con lui. Sono poi tornata a Padi come istruttore, una scelta consapevole e mirata per svolgere la mia attività attraverso una didattica all’avanguardia, piena di iniziative e con materiali sempre aggiornati.

Cosa significa PADI per te?
Oggi penso di avere la possibilità di far conoscere il mio centro e di promuovere la mia attività grazie alle molteplici iniziative promosse da Padi. I mezzi messi a disposizione dalla didattica sono eccezionali e riescono a coinvolgere dai più giovani ai più esperti.

Cosa significa per te essere una subacquea?
Ad oggi credo di non saper vedere la mia vita senza la subacquea! Ormai è diventata parte di me e le sensazioni che provo sott’acqua sono ormai diventate una droga. Questo lavoro è duro e molto faticoso, richiede concentrazione e determinazione ma ti da davvero tante soddisfazioni. La subacquea mi ha permesso di incontrare tante persone, diverse tra loro, che mai avrei avuto modo di conoscere diversamente, ma tutte accomunate dalla passione per il mare e credo che sia la cosa che apprezzo di più del mio lavoro.

Quale è il tuo sito di immersion preferito?
Difficile scegliere.. ma per ora la mia immersione preferita rimane lo scoglio del medico ad Ustica! Qui in pochi metri puoi incontrare tutto ciò che il Mediterraneo custodisce: ricciole, cernie, barracuda, banchi di castagnole e salpe, grotte e cunicoli.. direi che è l’immersione più divertente che abbia mai fatto fino ad ora!

Quale è il tuo sogno di immersione?
Spero un giorno di riuscire a fare un viaggio alle Galapagos e immergermi in quelle acque incontaminate con una ricchezza di flora e fauna inimmaginabili!

Quale è il tuo programma per il Woman Dive Day del prossimo 21 Luglio?
In collaborazione con un altro centro PADI di Ustica e l’Area Marina, promuoveremo la conoscenza e il rispetto dei fondali appoggiandoci ad un progetto al quale abbiamo aderito, “Sea Sentinels”. Avremo una biologa che illustrerà le caratteristiche delle specie monitorate e spiegherà la loro importanza. Verranno quindi svolte immersioni per annotare la presenza di queste specie e verranno rilasciati dei brevetti PADI Fish identification ai partecipanti.

Quali sono le sfide e le opportunità più importanti che affrontano le donne nelle immersioni?
La subacquea è stata per anni un’attività che si rivolgeva soprattutto ad un utenza maschile ma gli ultimi anni si è vista una certa inversione di tendenza e sempre più donne si lasciano affascinare da questo mondo ovattato. C’è ancora qualcuno che ha qualche preconcetto a riguardo ma ritengo che le donne riescano ad instaurare un legame particolare con il mare e perché no anche con i clienti. Senza nulla togliere ai maschietti, diciamo che le donne hanno quella gentilezza e umanità che sicuramente è apprezzata sia dai più esperti che soprattutto dai neofiti.

Come possiamo avere più donne coinvolte nella comunità subacquea?
Promuovendo e facendo conoscere le diverse iniziative e cosa offre questa fantastica attività sicuramente sempre più donne si avvicineranno al mare e alla subacquea. Bisogna far capire che non è un’attività per soli uomini e che non è più destinata a pochi ma ormai portando a termine un semplice corso Open è davvero alla portata di tutti.

Consigli per le donne che stanno pensando ad una carriera subacquea?
Sicuramente per avvicinarsi a questo mondo lavorativo bisogna sapersi adattare alle diverse situazioni che si possono incontrare: ognuno ha il suo modo di lavorare e ogni situazione o immersione è diversa dall’altra, quindi bisogna essere versatili e perspicaci e se vogliamo anche un po’ allenati. Come ho detto prima, è un lavoro bellissimo, forse uno dei più belli, ma se si sta pensando di intraprenderlo bisogna vedere tutti i suoi aspetti e non solo quelli belli: stare sotto il sole e muovere bombole e attrezzature è stancante, e avere a che fare con le persone non è semplice, soprattutto per una stagione intera; bisogna rimanere calmi e sempre col sorriso e non è sempre facile. Poi c’è la parte bella, le immersioni, le persone che si possono conoscere con le loro esperienze ed è qui che capisci perché ci piace tanto fare questo lavoro!

PADI Woman’s Dive Day: Valentina Valoncini

Perchè e Come sei diventata una PADI Diver?

Ho cominciato ad immergermi all’età di 8 anni con mio papà che era già subacqueo da tempo. Nella mia città di origine (Bergamo) negli anni ’80-’90 la scuola subacquea non era PADI quindi il mio primo brevetto è stato obbligatoriamente con un’altra didattica. Tuttavia, sono entrata nella grande famiglia PADI verso la metà degli anni ’90, dopo che mio padre aprì un centro PADI e mi fece l’Advanced OWD. Da quell lontano 1995 non mi sono più fermata!

Cosa significa PADI per te?

Bella domanda! Rispondo spesso a quesiti come questo, quando qualcuno mi chiede “come mai sei PADI?” E la mia risposta è sempre la stessa: sono PADI perchè è una didattica a tutto tondo, che dà la possibilità a tutti di entrare in contatto con quel magico mondo che è il mondo sommerso. Sono PADI perchè quando vuoi approcciarti alla subacquea da diversi punti di vista, puoi farlo. Sono PADI perchè è una garanzia!

Cosa significa per te essere una subacquea?

Andare sott’acqua è forse una delle cose più emozionanti che io abbia mai fatto. La sensazione di assenza di gravità, di volare che dà questo sport, in poche altre occasioni si può ripetere. Ufficialmente dal 2010, ma ufficiosamente anche da prima, la subacquea è diventata la mia vita.

Quale è il tuo sito di immersione preferito?

Ci sono 2 siti di immersione che si possono definire i miei preferiti. Entrambi a Costa Paradiso, molto diversi tra loro. Si tratta de La Tana di Gavino e la Parete del Coniglio. La prima è una grotta a circa 35 metri di profondità (per i maliziosi: si, ho anche il Deep e il Cavern) dove i giochi di luce e il coralligeno fanno da padrone. La seconda è una “semplice” parete di coralligeno che parte da circa 15 metri fino ad un massimo di 30 metri, piena di buchi e anfratti dove si possono trovare gli animali più disparati, dalle aragoste e cicale ai nudibranchi, passando poi alle spugne, gli idroidi e chi più ne ha più ne metta.

 

Quale è il tuo sogno di immersione?

Spero un giorno di andare a fare immersione in Islanda, al Silfra Fissure. L’idea di trovarsi tra le due placche è intrigante e spero davvero un giorno di poterlo realizzare.

Quale è il tuo programma per il Woman Dive Day del prossimo 21 Luglio?

Sicuramente con tutto lo staff organizzeremo delle prove gratuite nelle piscine di alberghi e strutture a Costa Paradiso, Isola Rossa e Badesi, come abbiamo fatto lo scorso anno. Quest’anno in più il centro sportivo di Costa Paradiso ha intenzione di organizzare una giornata interamente dedicata alla donna che inizierà con le nostre prove e terminerà con la Notte Rosa di Costa Paradiso. Lo scorso anno è stato un successo, speriamo quest’anno di migliorare!

Quali sono le sfide e le opportunità più importanti che affrontano le donne nelle immersioni?

Sicuramente il confronto con il sesso maschile è una sfida enorme. La subacquea è dominata dagli uomini e le donne restano spesso nell’ombra e considerate “meno capaci”. Alla donna si riserva sempre un ruolo secondario, sebbene si trovino comunque in prima linea. Eppure conosco moltissime colleghe donne che, come me, hanno fatto della subacquea uno stile di vita e lo portano avanti con dedizione e passione. Le donne dovrebbero avere un po’ più di fiducia in loro stesse e perseguire comunque i propri obiettivi.

 

Come possiamo avere più donne coinvolte nella comunità subacquea?

Le donne hanno un grandissimo potenziale, sono sveglie, intraprendenti e coraggiose; fanno cose che certi uomini non farebbero mai. Purtroppo molte di loro si lasciano dominare dalla paura e per questo il solo indossare un erogatore diventa una sfida titanica. Recentemente ho conosciuto una ragazza che ha provato spesso il parapendio, ma che la sola idea di mettere la testa sott’acqua, la faceva rabbrividire. Il problema più grosso è che molte donne si lasciano condizionare da ciò che non conoscono (come il mondo sommerso) e di cui si ritiene di avere paura. La subacquea è rivolta a tutti e probabilmente molte donne ritengono che sia uno sport da uomini, ma non è assolutamente così… Anzi!

Consigli per le donne che stanno pensando ad una carriera subacquea?

In tutti i lavori e in tutte le carriere, le donne devono sempre e comunque lavorare il doppio rispetto ad uomo per dimostrare quanto valgono. La subacquea purtroppo non è da meno. L’unico consiglio che mi sento di dare è studiare, documentarsi, interessarsi, fare la gavetta, non dare mai niente per scontato e dare il 1000%. E le soddisfazioni saranno tantissime!

Progetto MPA_ADAPT sul Climate Change alle Pelagie e Portofino.

PADI EMEA in collaborazione con DAN Europe, ha firmato un accordo con il progetto MPA_ADAPT finanziato dalla commissione Europea per un azione di monitoraggio sul tema del Climate Change in alcune Aree Marine Europee tra cui Le Isole Pelagie e Portofino.

Dopo diversi incontri con i Responsabili del progetto si è deciso di fare due azioni pilota nelle Aree Marine delle isole Pelagie e di Portofino per allargare il protocollo di monitoraggio sul Climate Change ai divers ricreativi, attraverso la formazione specifica dei Centri PADI che operano nelle due AMP.

Ecco l’iniziativa nelle parole di Ernesto Azzurro ricercatore di ISPRA:

Una nuova avventura per PADI riguarda la collaborazione con il progetto europeo MPA-Adapt nell’applicazione del protocollo ‘FISH VISUAL CENSUS – PERIODICAL MONITORING’.   Durante questa attività, i diving PADI saranno impegnati nella raccolta di dati di abbondanza specifica e distribuzione batimetrica di alcune specie ittiche indicatrici di cambiamento climatico. Le immersioni saranno effettuate in due siti pilota corrispondenti alle Aree Marine Protette delle Isole Pelagie e di Portofino. Lo studio sarà svolto in stretta collaborazione con DAN Europe Research e con l’Istituto Superiore per la Ricerca e Protezione Ambientale (ISPRA). I dati scientifici raccolti dai subacquei saranno validati dagli istruttori, associati al profilo dell’immersione e successivamente inviati ai ricercatori dell’ISPRA per le elaborazioni. La base di informazioni sarà messa a disposizione delle Aree Marine Protette come strumento per monitorare gli effetti del cambiamento climatico sul biota marino mediterraneo.

Sono stati realizzati in Maggio e Giugno due interventi di Formazione specifica per i professionisti PADI dei diving che operano nelle due diverse AMP e che adesso avranno il compito di coinvolgere i divers ricreativi in immersioni specifiche dedicate alla raccolta dei dati, ed in specifici corsi di formazione “PADI Fish Identification” dedicati alle tecniche di Citizen Science.

Il Team di DAN Research capitanato da Max Pieri ha collaborato al progetto integrando la lavagnetta di raccolta dei dati con il loro programma storico di Citizen Science ma sentiamo direttamente dalle sue parole l’integrazione del loro protocollo all’interno del progetto:

DAN Europe ha sviluppato da molti anni la partecipazione di volontari come parte integrante di progetti di ricerca, un’attività nota come Citizen Science, ossia “scienza dei cittadini” e da circa 30 anni ne è leader. La Citizen Science è attualmente impiegata in molteplici e diversificati campi (es. biologia, chimica, fisica, astronomia) e diverso è il contributo che i cittadini possono fornire: mettere a disposizione le proprie osservazioni, trasportare sensori in grado di rilevare parametri ambientali e/o climatici, segnalare la presenza di specie animali o vegetali, ecc.
Rafforzando questo concetto DAN Europe ha realizzato un nuovo database, facile e intuitivo, in grado di raccogliere tutte le informazioni sul subacqueo e sulle sue immersioni e caricandole in un database internazionale disponibile su Internet, interattivo e dinamico con la finalità di aumentare la sicurezza nelle immersioni: da un progetto nato nel 2013 e sviluppato nel corso degli anni dal team DAN Research, nasce il  “Diver Safety Guardian” (DSG). 
 Un nuovo sviluppo del portale DSG riguarda la collaborazione con il progetto europeo MPA-Adapt nell’applicazione del protocollo ‘FISH VISUAL CENSUS – PERIODICAL MONITORING’ per il monitoraggio di specie indicatrici di cambiamento climatico.  Durante questa attività, DAN Europe Research raccoglierà i dati relativi ai profili di immersione in due siti pilota corrispondenti alle Aree Marine Protette delle Isole Pelagie e di Portofino. I dati scientifici raccolti dai subacquei saranno associati ad una serie di informazioni come tempo e profondità di immersione, esercizio fisico, corrente, visibilità, confort termico, assetto ed impatto ambientale e successivamente analizzati e confrontati con il sistema di coppia. 

Ed infine PADI EMEA con i suoi Regional Managers Fabio Figurella (Sud Italia) e Massimo Zarafa (Nord Italia) hanno integrato le presentazioni sotto il profilo della nuova mission di PADI #padi4change dedita ai 4 Pilatri del Cambiamento tra i quali la protezione del Mondo Sommerso con azioni come questa che danno la possibilità ai nostri Diving di coinvolgere i divers volontari in azioni di questo tipo.

Questo permette a PADI di lavorare a stretto contatto con le AMP Italiane nella direzione della Salvaguardia e Conservazione.

Ecco le parole ufficiali della AMP – Portofino:

L’Area Marina Protetta di Portofino è partner del progetto Interreg, MPA_Adapt che ha come obiettivo lo sviluppo di piani di adattamento per rendere le Aree Marine Protette più resilienti nei confronti dei cambiamenti climatici, i cui effetti sono ormai ben visibili.
Tra le misure previste sono presenti il coinvolgimento delle comunità locali e lo sviluppo di protocolli di monitoraggio specifici per comprendere gli effetti dei cambiamenti climatici, proprio per quest’ultimo aspetto grazie al coinvolgimento di PADI e DAN si è potuto estendere il protocollo per il visual census ai subacquei ricreativi (Citizen Science), aumentando così la quantità di dati raccolti nelle AMP delle Pelagie e di Portofino
Le specie target inserite protocollo Visual Census sono sia mediterranee (tra cui alcune tipiche del sud del bacino) che tropicali, queste ultime nelle acque dell’AMP di Portofino non sono (per ora) presenti, per questa ragione si sono aggiunte anche il Barracuda e la Cernia dorata, specie termofile in aumento a Portofino, in passato rare nel bacino ligure e la corvina, specie target per la AMP.

In tutte e due i casi sono stati individuati dalle AMP in accordo con i diving dei Siti permanenti dove verranno realizzate le attività di raccolta dei dati da parte dei divers ricreativi.

Tra Settembre e Ottobre saranno realizzati degli eventi a Lampedusa e Portofino per la presentazione dei primi risultati delle azioni pilota di questo importante progetto ambientale.

1 ° MAMMA PADI Dive Day a Ustica.

Una delle forze di PADI è proprio quella di essere una Comunità, a livello globale i Professionisti PADI si incontrano nelle più straordinarie località di vacanza per fare immersioni insieme e testimoniare come Comunità il nostro amore per il Pianeta Oceano.

Questo è il motivo per il quale lo scorso 22 Giugno nella meravigliosa Isola di Ustica – Palermo, all’interno della 1° Area Marina Italiana si è svolto con enorme successo il 1° MAMMA PADI Dive Day.

Organizzato da PADI EMEA in collaborazione con i Centri PADI dell’Isola:

BLUE DIVING USTICA;

LA PERLA NERA;

LUSTRICA;

MARE NOSTRUM;

MISTER JUMP;

ORCA DIVING USTICA.

l’evento ha visto tutti i professionisti nell’isola radunati per una immersione crepuscolare nello scenario dell’AMP di Ustica.

Particolare colore all’immersione ed all’intero evento ha dato il gruppo di Iron Sub – Centro PADI di Latina capitanato da Ferruccio Arseni.

Alla fine dell’immersione la Comunità di MAMMA PADI ha dato vita ad una splendida festa nella piazzetta del Porto di Ustica, organizzata dalla locale Associazione, in collaborazione con il Comune di Ustica.

Circa 70 Professionisti PADI si sono divertiti insieme, ballando e mangiando le prelibatezze locali preparate magistralmente in una grigliata live dagli operatori locali, in collaborazione con i Centri PADI dell’Isola.

Musica, divertimento, buon cibo, birra, sorrisi, emozioni hanno condito questo 1° MAMMA PADI Dive Day di Ustica voluto fortemente dai Centri PADI che vogliono ripetere l’iniziativa il prossimo anno, invitando tutti i professionisti PADI del pianeta a venire a visitare le bellezze di questo magico posto.

PADI SUEX ADV Diver – eventi 2018.

Nell’ottobre 2017, a Santa Margherita Ligure, da un’idea di Fabio Figurella (PADI RM) e Ivo Calabrese (Marketing Manager SUEX) è nato il primo workshop “Master Class” PADI – SUEX con il lancio di una specialità Distintiva PADI SUEX ADV Diver.
Durante quel workshop sono stati formati 12 tra Trainer e Istruttori esperti PADI che sono diventati i primi Istruttori di questa nuova specialità che sancisce la collaborazione tra PADI e SUEX.

Il workshop è stato condotto in collaborazione con DAN Europe che per l’occasione con il Team DAN Research, ha creato un protocollo medico per la raccolta di dati finalizzata alla realizzazione di uno studio relativo agli effetti fisiologici di immersioni ricreative e tecniche con uso di DPV.

A Maggio 2018 sono stati effettuati i primi 2 eventi per il lancio della nuova specialità:

“Pull the Trigger Camp” Organizzato dal Centro PADI Resort Blue Aura di Santa Flavia – Palermo.

Dalla tenacia della sua Titolare Monica Restivo eccola in poche parole:
“inizio la mia carriera subacquea nel 1992 sino a diventare nel 2002 Istruttore. Esperienza lavorativa in Egitto e presso diving locali. Nel 2010 inizia la mia avventura mettendomi in proprio, creando Blue Aura diving club. Nel corso degli anni sono cresciuta professionalmente partecipando e conseguendo certificazioni che aumentassero la mia formazione professionale. Uno degli ultimi traguardi raggiunti è quello di perfezionarmi e specializzarmi nell’utilizzo e nella tecnica del Sidemount, sino a diventarne Istruttore! Blue Aura Diving club si trova a Santa Flavia (PA) all’interno di un contesto meraviglioso e ricco di storia, infatti siamo a Solanto , all’interno di un’antica tonnara ristrutturata che offre molteplici servizi ai propri clienti”

L’evento è stato una vera e propria full immersion dedicata ai corsi PADI SUEX ADV iniziato il 28 Aprile e terminato il 13 Maggio. Sono stati formati ben 12 nuovi sub nella nuova specialità SUEX e nella tradizionale Sidemount.

Matteo Varenna: Master Instructor PADI, opera da 18 anni nell’AMP di Portofino. La scelta di utilizzare esclusivamente la configurazione Sidemount passa attraverso l’approccio alla subacquea tecnica, 3 anni di esperienza presso Portofino Divers, facility GUE più importante d’Italia (è GUE Tech1 e DPV 1), un brevetto IANTD Cave in Messico con Patrick Widmann (disegnatore del gav Stealth 2.0 xDeep) e 3 anni meravigliosi nelle grotte di Capo Caccia.


Si è avvicinato al Sidemount per curiosità agli inizi del 2012 e, dopo una stagione di Sidemount “ricreativo” a Sharm, si è specializzato a Malta con Steve Martin, nome ormai accreditato nel mondo Sidemount.
Ha continuato il suo percorso Cave con Alberto Salvini con i corsi IANTD Sidemount Technical Cave Diver e Advanced Cave Sidemount & No Mount Diver.


Nel 2015 ha scritto la Specialità Distintiva PADI STP, con lo scopo, tra gli altri, di riaddestrare o completare la formazione di molti istruttori PADI già Istruttori Sidemount e Tech.
Insegna tutta la gamma dei corsi PADI, adottando, dove previsto, la sola configurazione Sidemount.
Oggi è uno dei soli 3 istruttori al mondo accreditati Steve Martin’s Sidemount Essentials.
Nel 2017 ha partecipato, su invito, come experienced DPV Instructor, alla prima MasterClass (in collaborazione PADI/SUEX/DAN), per il lancio della Specialità Distintiva PADI ADV Suex Diver di cui oggi è istruttore.

Nel week end 2-3 Giugno è stato organizzato il 2° Evento in collaborazione con SUEX e DAN Research presso il Diving Capo Murro di Ognina – Siracusa.

Il titolare Fabio Portella, anche lui Istruttore PADI SUEX ADV Diver vanta una decennale esperienza in corsi TEC, CAVE e DPV.

Durante l’evento sono state condotte da un gruppo di sub selezionati immersioni con e senza DPV che serviranno alla raccolta dati effettuata secondo un protocollo messo a punto da DAN Research per lo studio degli effetti fisiologici durante le immersioni con uso del DPV.

Come PADI abbiamo preso l’impegno di continuare insieme a DAN research e SUEX nelle attività di ricerca medica, abbinata alle attività di monitoraggio ambientale.

PADI continuerà in collaborazione con SUEX e DAN ad organizzare eventi di esplorazione legati all’ attività ambientale ed archeologica. Il prossimo appuntamento sarà ad Ottobre, organizzato da Capo Murro Diving e Fabio Portella, in collaborazione con la Sovraintendenza del Mare della Regione Siciliana, DAN Research e SUEX. Si tratta di un “Archeo Camp” di formazione con 12 Divers che saranno impegnati nello scenario delle Isole Egadi su un relitto romano in attività didattiche e di studio, ricerca ed esplorazione.

Per info e prenotazioni fabio.portella@alice.it

Il secondo corso universitario sulla Citizen Science.

Il secondo corso universitario dedicato alla Citizen Science applicata al mondo della subacquea si è concluso con successo a Gozo (Malta). Il corso, durato dal 12 al 16 febbraio e sviluppatosi attraverso lezioni in classe e in mare, ha coinvolto otto partecipanti fra cui laureandi, laureati e proprietari di diving.

Organizzato dall’Università Politecnica delle Marche – PADI Educational Facility, in partnership con PADI EMEA, DAN Europe, Green Bubbles, Reef Check Italia, il corso ha visto ben 8 Biologi Marini in formazione.

Fabio Figurella (Regional Manager di PADI EMEA per il Sud Italia)  ha presentato i 4 pilastri del cambiamento, la fondazione Project Aware ed il programma di Citizen Science “Dive Against Debris” e la specialità distintiva “Research Diver” approvata in collaborazione con UNIVPM e DAN Europe.

Il programma ha presentato diversi esempi di iniziative legate alla Citizen Science (Scienza Partecipativa) e dedicati sia alla biologia e all’ecologia marina del Mediterraneo, sia alla sicurezza in immersione. I partecipanti hanno imparato i protocolli nei ruoli sia di volontari che di proponenti e hanno scoperto come integrare tali iniziative in nuovi modelli di business per l’industria subacquea. Altre tematiche toccate durante il corso comprendono il marketing, la tecnologia, la diversificazione dell’offerta, gli aspetti legali e l’Ocean Literacy.

Durante il corso due Biologhe Marine, proprietarie di Diving in Sardegna: Giorgia Sicbaldi – Air Sub Service – Villasimius e Valentina Valoncini Costa Paradiso Diving Center – Costa Paradiso, hanno aderito e ottenuto da PADI la certificazione come Diving Green Star Award.

Il corso, dedicato ai professionisti della biologia marina intenzionati ad operare nel mondo della subacquea, è parte dei prodotti sviluppati da Green Bubbles ed è supportato da UNIVPM, DAN Europe, NWU, GAIA, PADI, Project AWARE e Reef Check Italia onlus. Un GRAZIE incondizionato va ad Atlantis Diving Gozo, che ha ospitato il corso e ha risposto a tutte le nostre richieste in modo professionale e sempre con il sorriso!

1° Manifestazione Sentinelle Del Mare per Ustica.

Bologna, Aprile 2018 – Il Laboratorio di Biologia Marina e Pesca di Fano e Marine Science Group dell’Università di Bologna hanno ideato, nel Marzo 2017, un progetto per monitorare e tutelare le specie animali e vegetali del Mar Mediterraneo.
Il progetto si chiama “Sea Sentinels – Divers United for the Environment” (DUE project) e prevede il coinvolgimento di volontari non professionisti in un programma di ricerca scientifica. Il metodo di ricerca utilizzato, diffuso a partire dagli anni ’90, si chiama proprio
Citizen Science (la scienza
dei cittadini) ed ha come vantaggi la raccolta di un’elevata quantità di dati in tempi piuttosto brevi, con costi ridotti per gli istituti di ricerca, favorendo, inoltre, l’educazione ambientale dei partecipanti al progetto per un turismo più consapevole e sostenibile.
DUE project coinvolge in particolare gli appassionati del mondo sommerso nel monitoraggio della biodiversità e dello stato di salute del nostro mare, da qui il nome “Sentinelle del Mare”.
A supporto del progetto di ricerca, vi sono due aziende leader a livello mondiale nel settore delle attrezzature e dell’addestramento subacqueo: SCUBAPRO e PADI, e la prima AMP d’Italia l’Area Marina Protetta dell’Isola di Ustica e (prossimamente anche l’Area Marina Protetta di Villasimìus
Capo Carbonara) e l’agenzia di stampa ANSA.


Ustica 11-13 Maggio 2018 Si terrà presso l’Isola di Ustica la prima manifestazione di divulgazione del progetto Sea Sentinels – Divers United for the Environment (DUEproject) e presentazione ufficiale della collaborazione tra l’ Area Marina Protetta Isola di Ustica (AMP Isola di Ustica) e
l’Università di Bologna.
L’AMP Isola di Ustica ha scelto il progetto
DUEproject come metodo di monitoraggio della biodiversità marina. Dall’11 al 13 Maggio saremo presso l’AMP Isola di Ustica per un evento di divulgazione del progetto e raccolta dati. Un weekend di incontri, eventi e immersioni per coinvolgere i frequentatori di questi fondali.
Queste informazioni sono particolarmente rilevanti dal momento che il Mar Mediterraneo è considerato un hot spot di biodiversità: attualmente esso ospita più di 17000 specie che rappresentano circa il 7% della biodiversità marina mondiale ed è fortemente a rischio per i cambiamenti climatici e per gli impatti antropici diretti.
Per contribuire a questa ricerca occorrono solo pochi minuti: al termine dell’escursione in mare (seawatching o immersione), i volontari compilano un’apposita scheda di rilevamento, indicando la presenza e abbondanza delle specie marine incontrate. Le schede compilate, verranno successivamente inviate all’Università di Bologna, dove verranno elaborate dai ricercatori. I
risultati ottenuti, verranno confrontati con quelli di un precedente monitoraggio (Sub per l’Ambiente) svoltosi tra il 2002 e il 2005, consentendo alla comunità scientifica di verificare l’attuale stato di salute del Mar Mediterraneo.
Chiunque voglia partecipare può richiedere le schede tramite posta elettronica o tramite web.
Per informazioni:
www.dueproject.org; info@DUEproject.org.