Il Ministero dell’Educazione Approva Scuola D’Amare 2019.

Per il terzo anno consecutivo, il MIUR ha approvato il progetto Scuola D’Amare per l’anno scolastico 2018/2019, un progetto per chi non lo conoscesse già presentato attraverso l’MSP Italia (Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI) in partnership con Project Aware e DAN Europe.

Il progetto destinato a tutte le scuole secondarie di primo e secondo grado in Italia è stato approvato dal MIUR: CIRCOLARE SCOLASTICA.

La novità del 2019 è la rivisitazione generale del materiale didattico per erogare la lezione, completamente gratuita da fare in orario curricolare. I materiali didattici sono stati realizzati sotto la direzione dei responsabili del progetto: Fabio Figurella (Regional Manager PADI EMEA) e Massimo Casabianca (Business Development Manager DAN Europe).

Quest’anno infatti sono stati costruiti 4 percorsi didattici diversi, legati alla mission di PADI:

I percorsi didattici hanno tutti in comune due argomenti:

  • Project Aware che richiama lo scopo della fondazione e la più nota azione “Dive Against Debris” contro i rifiuti in mare;
  • DAN Europe, che tratta di nozioni sulla compensazione e gli interventi basilari di primo soccorso contro le ferite da animali marini.

Ognuno dei 4 percorsi didattici si differenzia con un tema specifico per il quale è stato creato un “Board di Esperti” che hanno realizzato i materiali, creato le note del presentatore a vantaggio di tutti gli istruttori Scuola D’Amare e registrato degli appositi webinar di formazione sul materiale didattico.

Percorso 1. EDUCAZIONE – Tema: Cambiamento Climatico

A cura di Dr. Ernesto Azzurro – Ricercatore ISPRA

Responsabile del progetto INTERREG: MPA-ADAPT

Percorso 2. ESPLORAZIONE – Tema: Archeologia Subacquea

A cura di Fabio Portella – Trainer di ARCHEOLOGIA SUBACQUEA

Esploratore Subacqueo.

Percorso 3. COMUNITA’ – Tema: Enviroment Friendly

A cura di Dr. Franco Andaloro – Dirigente di Ricerca Fond. Anton Dhorn

Delegato del WWF Sicilia.

Percorso 4. CONSERVAZIONE – Tema: Le Plastiche

A cura di Marta Meschini – Biologa del Marine Science Group UNIBO

Responsabile del progetto Sea Sentinels.

Tutti gli Istruttori Project Aware (PADI OWSI, PADI AI, PADI DM con la specialità Project Aware) potranno iscriversi all’Albo degli Istruttori Scuola D’Amare tenuto al sito www.scuoladamare.it e presentarsi in tutte le scuole secondarie Italiane (di primo e secondo grado) per erogare la lezione gratuita in orario curriculare.

Ecco le istruzioni per iscriversi all’Albo ed ottenere i materiali didattici 2019:

ISTRUZIONI SCUOLA D’AMARE 2019

Non ci resta che augurarvi BUON LAVORO!

Impegno di PADI nella Mission 2020: Unisciti a Noi!

L’impegno a lungo termine di PADI per la conservazione dell’oceano iniziò 25 anni fa quando prese vita la Fondazione Project AWARE® . I Pilastri del Cambiamento PADI sono stati introdotti nel 2017, per aumentare la consapevolezza delle problematiche che interessano le nostre comunità che vivono vicino all’oceano e per mobilizzare i Professionisti PADI® e i subacquei ad agire insieme, motivati dal cambiamento positivo. Ora, l’organizzazione PADI sta inserendo una nuova sfida con Mission 2020 per ridurre le plastiche negli oceani nell’obiettivo generale di un oceano in salute e di un sentire comune dei cittadini.

In linea con il credo PADI che pensa che il cambiamento più grande si ha quando si lavora tutti insieme, Mission 2020 è un’insieme di promesse da parte di organizzazioni all’interno della comunità subacquea per cambiare le abitudini dei business, per proteggere e preservare l’oceano per il futuro. Con un obiettivo primario sulla riduzione di plastiche a uso singolo, il progetto stabilisce degli obiettivi ambiziosi di cambiamento da raggiungere prima del World Oceans Day del 2020.

Impegno di PADI in Mission 2020

Dal momento che PADI si muove verso un sistema totalmente compatto e digitale, ridurremo la nostra dipendenza dalla plastica e dal confezionamento, attenuando così l’inquinamento da plastica dei Professionisti PADI e di milioni di subacquei brevettati ogni anno. Per espandere il nostro impatto ancora più lontano, PADI ha preso l’impegno di radunare i nostri 6.000 Dive Centers e Resorts per ridurre il loro utilizzo di plastiche ad uso singolo entro il 2020. Invitiamo tutti a prendersi l’impegno e di cambiare le abitudini del proprio business in supporto di un oceano in salute e pulito.

“Abbiamo il desiderio di creare una visione del futuro privilegiata con oceani più sani. Abbiamo una forte eredità di conservazione ambientale alle nostre spalle e un importante percorso di continuo progresso che guiderà la nostra forza del bene nel futuro. Queste sono le basi dell’impegno di PADI in Mission 2020, ed è nostra la speranza che questo progetto ispiri la comunità PADI a prendere impegni immediati che ci porteranno verso cambiamenti a lungo termine.’- Drew Richardson, Presidente e CEO di PADI Worldwide

Perché Dovresti Assumerti Questo Impegno 2020

È giusto per il pianeta  – Cambiare le abitudini del tuo business per ridurre le plastiche è giusto per l’oceano e anche per noi. Proteggiamo i posti dove amiamo immergerci e assicuriamoci che siano in salute per le future generazioni.

Farà crescere il tuo business  – I consumatori sono orgogliosi di essere connessi a un business con un obiettivo. Mostra i tuoi clienti che ci tieni all’oceano e ti premieranno con la loro fedeltà.

È giusto per l’industria subacquea  – Se come industria ci mettiamo insieme per proteggere il nostro pianeta oceano, diamo il buon esempio agli altri business a seguirci. Se un oceano in salute e pulito è il nostro obiettivo, abbiamo bisogno di tutto l’aiuto possibile.

L’impegno di PADI in Mission 2020 è di ridurre le plastiche per ricostruire il benessere degli oceani. Unisciti a noi per proteggere il mondo subacqueo che amiamo.

Maniere Forti per Ridurre l’Utilizzo di Plastica

  • Prevenire che i detriti finiscano nel nostro oceano! Abolire le plastiche a uso singolo come le bottiglie d’acqua, le buste di plastica e le tazze di plastiche dai tuoi negozi e dalle barche subacquee.
  • Lavorare con la comunità locale per organizzare clean up collettivi di spiagge e ambienti subacquei. Questo impegno consapevolizza le persone sul comportamento degli individui che impattano positivamente sul nostro ambiente.
  • Fissare degli obiettivi di clean up annuali e mensili per i tuoi siti subacquei locali. Registrare i rifiuti sull’ App Dive Against Debris® di Project AWARE per contribuire al raccoglimento dati che potrebbero influenzare le nuove leggi a favore dell’oceano.
  • Proteggere le acque locali e Adopt a Dive Site™. È una maniera ideale per impegnarsi su base continua: proteggendo localmente e monitorando i nostri parchi-giochi subacquei.
  • Diffondere la sostenibilità fa da pubblicità al tuo centro subacqueo o resort. Assicurati di avere magliette, felpe e altre merci con brand eco-sostenibili e che siano fatti di materiali plastici o di fibre plastiche riciclate.
  • Fai il cambio con PADI eLearning® e migliora il tuo impatto ecologico. Passare al digitale riduce la produzione di materiali plastici ed elimina la necessità di fare spedizioni.

Impegnati in Mission 2020

Tutti i membri della comunità subacquea sono incoraggiati a impegnarsi in Mission 2020. E quale momento migliore di mettere insieme i tuoi buoni propositi per il 2019 se non con Mission 2020! Se la sostenibilità è già un elemento chiave dell tuo modello di attività o stai appena iniziando, ti incoraggiamo a unirti attuando qualche cambiamento (grande e piccolo) alle abitudini del tuo business per supportare un oceano sano e pulito. Guarda in cosa si sono impegnati gli altri dell’industria subacquea sulla pagina Chi È In Mission 2020.

Crediamo che la famiglia PADI nel mondo sia una forza del bene che può aiutare nel giocare un ruolo importante nella protezione e preservazione dei nostri oceani: nel futuro tutti dobbiamo fare della salvaguardia una priorità sui nostri posti di lavoro.

Pledge Now

Una forza per il bene: i “restauratori”

Una delle caratteristiche dei subacquei e della tenacia dello spirito umano è che, quando ci troviamo di fronte ad una sfida, ne valutiamo l’entità e poi troviamo il modo di risolverla. Affrontiamo il problema del declino e dello stress a cui sono soggetti i coralli nello stesso identico modo. I subacquei, in collaborazione con gli scienziati, sono oggi i fautori di una dozzina di iniziative di restaurazione del corallo, con ricerche e procedure di coltivazione e trapianto, di crescita e diffusione del corallo. Nell’ultimo articolo pubblicato sul mio blog, ho creato un link al Coral Restoration Project, creato dal Dott. David Vaughan del Mote Marine Laboratory, un subacqueo che diede vita ai primi vivai di corallo e scoprì come accelerare la crescita del corallo dalle 25 alle 40 volte rispetto al passato. La sua scoperta è una delle svolte fondamentali di cui avevamo bisogno per iniziare a ripopolare il corallo su larga scala; e questo è solo un esempio.

Parliamo, ora, del PADI AmbassaDiver Andre Miller MSc, nelle Barbados. Dopo aver capito che documentare il declino del corallo è importante ma non ne è la soluzione, Andre ha creato un’iniziativa locale per riposizionare i coralli in pericolo e ripopolare quelli danneggiati. Con un tasso di sopravvivenza di oltre il 90%, quest’iniziativa è stata già adottata in diverse località dei Caraibi. Visita questo link per vedere quali sono e per osservare alcune incredibili immagini prima e dopo l’intervento.

Ecco un altro esempio. Il Coral Restoration Foundation e Curacao. Con un’ampia partecipazione da parte dei PADI Dive Center locali, dei turisti subacquei e della comunità subacquea locale, il loro sforzo si concentra sui coralli a corna di cervo e a corna d’alce, importanti perché forniscono struttura e habitat e, tuttavia, sono considerati in pericolo dalla US National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA). Oggi, la Coral Restoration Foundation, situata a Key Largo in Florida, ha la capacità di far crescere ogni anno oltre 22.000 coralli pronti per i reef e, a tutt’oggi, ne ha trapiantati oltre 74.000 sulla Florida Reef Tract.

Si potrebbero occupare pagine intere con l’elenco dei modi in cui i subacquei sono fondamentali per la restaurazione e la ripopolazione del mondo sommerso, ma qui vorrei soffermarmi su tre punti importanti:

Primo: anche tu puoi trovare il tuo posto nell’attività di restaurazione del corallo. Dirigiti verso i mari tropicali e vedrai che la comunità subacquea locale starà sicuramente facendo o iniziando a fare qualcosa e avrà bisogno del tuo aiuto, dal momento che la restaurazione del corallo necessita dei subacquei. C’è molto da fare per quanto riguarda la cura e la manutenzione nella coltivazione e nel trapianto del corallo e bisogna farlo bene. Diversi operatori subacquei insegnano le specialità distintive PADI Coral Restoration o organizzano esperienze che ti permettono di partecipare in modo pratico. Se abiti in zona e puoi prenderne parte regolarmente, ancora meglio. Inoltre, le colonie coralline che trapianterai domani potrebbero essere ancora lì – e molto più grandi – quando, in un futuro lontano, i tuoi discendenti vi nuoteranno vicino. Incredibile, non trovi?

Secondo: l’attività di salvaguardia è centrale alla restaurazione. Sebbene l’attività di restaurazione stia aumentando a livello globale, il declino del corallo è ancora maggiore. Per ridurre questo divario, dobbiamo prenderci cura delle cause che accelerano la perdita di corallo tanto quanto il trapiantarne di nuovi. Oltre a ciò, l’attività di trapianto non funziona se il nuovo corallo non riesce comunque a sopravvivere. Così, ogni volta che riduci la tua impronta di carbonio, che ricicli la plastica, che riduci la quantità di rifiuti, che scegli di mangiare pesce in modo sostenibile, che voti per la salvaguardia e la conservazione delle risorse acquatiche e dell’ambiente marino, ecc., stai dando il tuo contributo alla restaurazione del corallo.

Terzo: dobbiamo essere realisti ma anche ottimisti. Una forza composta da oltre venticinque milioni di subacquei è travolgente e, con una grandezza oltre dieci volte superiore a quella della forza militare più grande al mondo ed un costante impegno per un pianeta sano e vivibile, è una forza positiva in grado di cambiare le cose. Per cui, come ho detto prima, i mari sono in pericolo, ma la situazione è tutt’altro che senza speranza, dal momento che tu sei schierato dalla loro parte. Stiamo già facendo molto, ma dobbiamo fare di più e più velocemente. Se non sai ancora quale sarà il tuo contributo, inizia ora il tuo percorso e proponi discussioni costruttive.

Dr. Drew Richardson

PADI President & CEO

I Subacquei Fanno Già la Differenza

Quando senti cosa dicono gli studi sulla pesca eccessiva, il cambiamento climatico globale, la decolorazione dei coralli, la pesca delle pinne di squalo…e la lista va avanti…è normale domandarsi se la situazione è senza speranza. Avremo ancora le barriere coralline tra 30 anni? Ci sarà ancora qualcosa di vivente nei mari tra 50 anni?

Si, e si. I mari affrontano sfide incredibili, ma hanno degli alleati formidabili – tu, io e tra oltre 25 milioni di subacquei in giro per il mondo. Non è solo il fatto che tu e i tuoi compagni subacquei potete fare la differenza, ma che fate già la differenza attraverso gli sforzi personali come riciclare, consumare responsabilmente solo pesce sostenibile, ridurre l’inquinamento e promuovere la preservazione di animali marini in estinzione. Questo è un impegno vitale, nessuno di questi è sprecato, con milioni (e sempre di più) subacquei e non-subacquei, che fanno del loro meglio – il che è eccezionale. Ma rispetto ad alcuni gruppi esterni alla subacquea, i subacquei tirano le redini della gestione e della leadership ambientale. Oltre a essere in prima linea sulla conservazione e la salvaguardia, i subacquei sono in prima linea nella ricostruzione.

Lo sapevi che, insieme gli scienziati, i subacquei aiutano a far crescere e ad aggiustare i coralli? Utilizzando stampe in 3D per creare strutture artificiali dove i coralli reali e le specie che vivono sui coralli possano vivere? Rimuovere i rifiuti (come le plastiche!) dalla maggior parte dei siti subacquei? Ripiantare mangrovie, alghe e altre piante vitali per i coralli e per la salute degli oceani? Utilizzare metodi diversi per proteggere e ripopolare tartarughe, pesci ed altre specie? Raccogliere dati è necessario per identificare e adottare nuove soluzioni e migliorare quelle già esistenti? Vogliamo insegnare ai bambini e alle persone cosa stiamo imparando e dimostrare che possiamo fare la differenza in modo da poter continuare a salvare e far crescere il pianeta. Questi non sono piccoli esperimenti locali – sono iniziative già esistenti, e già in opera e con risultati provati.

La verità è che, affrontiamo una minaccia molto più grande delle problematiche legate ai mari, ed è: la perdita di speranza. Non vogliamo nascondere le teste sotto la sabbia, ma non vogliamo neanche vedere tutto nero. Ci sono migliaia di barriere coralline in salute e altrettanti siti subacquei in giro per il mondo. Per restare informati, innovativi e impegnati, non possiamo solo visitarli, ma dobbiamo anche preservarli, imparare da loro e utilizzare ciò che impariamo a nostro vantaggio per ricostruirli e aggiustarli.

Credo in un realismo ottimista e ho speranza nel futuro, in parte perché i dati supportano l’ottimismo e poi anche perché non abbiamo scelta. La mancanza di speranza porta all’inattività, alla rassegnazione e all’arresa, che non risolvono nulla. La speranza ancora le nostre anime al possibile, all’azione, e a fare ciò che è necessario fare. Questo non significa avere la sindrome di Pollyanna – nessuno si aspetta che l’ambiente globale possa tornare a essere come nel 1618 – ma può essere vibrante, in salute e in crescita. Una Terra in salute con mari in salute può essere il massimo dell’eredità da lasciare ai nostri figli e ai loro futuri bambini.

Dr. Drew Richardson
PADI President & CEO

Come dare il proprio contributo durante la AWARE Week

Che tu sia un Istruttore PADI® certificato ad insegnare una delle specialità Project AWARE®, un proprietario di un centro subacqueo o un PADI Divemaster con una passione per la difesa dell’ambiente, ci sono innumerevoli modi con cui puoi celebrare l’oceano come ambasciatore subacqueo durante la AWARE Week, dal 15 al 23 settembre 2018.

Il prossimo settembre, per la prima volta su scala globale, verrà organizzata la AWARE Week, una collaborazione tra PADI e Project AWARE durante la quale la comunità subacquea si riunirà per nove giorni di educazione e attività ecologiche.

Come puoi dare il tuo contributo? Comincia con l’offrire le specialità della Project AWARE, tra cui la Project AWARE rivista, la AWARE Shark Conservation Diver e la Dive Against Debris®. Dall’apprendere nuove nozioni sugli squali al capire in che modo i rifiuti arrivano nell’oceano, ciascun corso dà ai subacquei la possibilità di proteggere l’oceano, sia che si trovino sott’acqua o a terra.

RIGUARDO LE SPECIALITÀ:

Specialità Project AWARE

Con il corso di specialità aggiornato Project AWARE, i subacquei vengono a conoscenza della Project AWARE come di un movimento globale e imparano a come prendere l’iniziativa a livello personale. Il corso, che non prevede immersioni, è ideale per subacquei e non, e si concentra sui “10 Consigli per Aiutare i Subacquei a Proteggere l’Ambiente Sottomarino”.

La specialità AWARE Shark Conservation Diver

Il corso di specialità AWARE Shark Conservation Diver educa gli studenti al valore che gli squali hanno per gli ecosistemi marini e per le economie locali. Il corso tratta delle cause alla base del declino delle popolazioni di squali, di cosa fare per diventare un loro difensore consapevole ed appassionato, e sgombera il campo dai tipici luoghi comuni sugli squali.

La specialità Dive Against Debris

Grazie alla specialità Dive Against Debris, i subacquei ottengono la conoscenza e le abilità per attivare il “science citizen” in loro stessi e per partecipare ai sondaggi Dive Against Debris sotto la guida di un professionista PADI.

CHI PUÒ INSEGNARE COSA:

Istruttori PADI

Tutti gli Istruttori PADI sono qualificati ad insegnare la specialità Project AWARE e possono richiedere di diventare Dive Against Debris e Shark Conservation Diver Specialty Instructor. Puoi partecipare ad un corso Specialty Instructor Training con un PADI Course Director o richiedere direttamente la specialità al tuo PADI Regional Headquarter (consulta il listino prezzi: il costo verrà completamente devoluto a Project AWARE).

PADI Assistant Instructor:

Tutti i PADI Assistant Instructor sono qualificati ad insegnare la specialità Project AWARE.

PADI Divemaster

I Divemaster possono richiedere la certificazione ad insegnare il corso di specialità Project AWARE dopo aver partecipato ad un corso Project AWARE Specialty Instructor con un PADI Course Director.

Vuoi saperne di più? Vai al sito AWARE Week appena lanciato e ottieni alcuni consigli su come organizzare o partecipare ad eventi nella tua zona.

 

Cavalcare uno squalo balena? Vergognoso ed inaccettabile!

Incredibile! Forse avrete visto il video virale di quei subacquei che, in Indonesia, cavalcano uno squalo balena. Ma veramente, al giorno d’oggi, qualcuno ha il coraggio di fare una cosa del genere? La cosa mi fa veramente infuriare!

Questo tipo di comportamento è inaccettabile per chiunque, dovunque e sempre, ma lo è specialmente per noi subacquei. È un grosso problema, non solo perché quel povero animale – già in condizioni di difficile sopravvivenza – viene aggredito fino allo sfinimento da alcuni subacquei (sebbene questa sia la parte preponderante), ma anche per l’intera comunità subacquea. Dovremmo comportarci da ambasciatori del mondo sommerso che, uniti, danno voce alla loro preoccupazione e al loro interesse per la protezione dei nostri mari, minacciati da abusi come lo sfruttamento eccessivo della pesca, i rifiuti in plastica, lo “spinnamento” degli squali e l’inquinamento su larga scala. La Salvaguardia degli Animali Marini è uno dei Pilastri del Cambiamento PADI e so per certo che la stragrande maggioranza dei subacquei – probabilmente oltre il 99,9% – supporta attivamente le iniziative della comunità a protezione degli oceani e non farebbe mai una cosa come quella che abbiamo visto nel video.

Ma questo video ci raffigura come ipocriti che si approfittano degli animali marini per il proprio divertimento. E non solo: questi subacquei hanno violato le leggi locali ed internazionali (dal 2013, infatti, gli squali balena sono una specie protetta dalla legge indonesiana) che la comunità subacquea ha lottato duramente affinché venissero implementate. I ricercatori ritengono che, in Indonesia, il numero degli squali balena sia diminuito del 63% negli ultimi 75 anni, di circa il 30% nell’Atlantico, con una riduzione totale di oltre il 50% negli ultimi dieci anni. Questo è il motivo per cui la IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) considera gli squali balena una specie in pericolo.

Gli squali balena sono animali marini intelligenti e vederne soffrire uno per mano di subacquei che vogliono solo divertirsi è scandaloso! Dovreste sentirvi scandalizzati anche voi e so per certo che molti di voi lo sono, viste le migliaia di commenti pubblicati dopo l’uscita del video e tutti quelli che continuano ad essere pubblicati. Ne ho notato qualcuno secondo cui i subacquei in questione (o alcuni di loro) sarebbero stati arrestati: confidiamo che la giustizia indonesiana sarà equa. Ciò dimostra che tali problematiche e la legge vengono prese seriamente, com’è giusto che sia.

Se non lo avete già fatto, fatevi sentire anche voi. Il mondo deve sapere che tutto ciò non ci rappresenta. Questa non è subacquea. La vostra voce è importante: come disse lo statista Irlandese Edmund Burke “Perché il male trionfi è sufficiente che le persone buone non facciano nulla.” Il silenzio è spesso percepito come assenso, e questo è inaccettabile! Fate sapere a tutti i non-subacquei – che abbiano visto le immagini – che il comportamento mostrato nel video è inaccettabile ed irresponsabile. Il fatto che voi diate un messaggio personale fa una grossa differenza e ha una particolare rilevanza, dal momento che siete subacquei, apneisti o entrambi. Tutti noi possiamo contribuire a far sì che questo incidente porti un cambiamento positivo, facendo conoscere ai subacquei – e non – la pubblicazione intitolata “Responsible Shark and Ray Tourism Guide” prodotta da una collaborazione tra Project AWARE, WWF e Manta Trust.

Come Lorax, il personaggio creato dal Dr. Seuss, parlava per conto degli alberi, così noi subacquei siamo i portavoce del mare. Siamo i difensori del nostro pianeta oceano: comportiamoci di conseguenza. Fate sapere a tutti che la grande famiglia dei subacquei è una forza positiva nel mondo e che non tollereremo questo tipo di comportamento.

Dr. Drew Richardson
PADI President & CEO

5 Minuti insieme Sott’Acqua per il Clima: MPA_ADAPT con PADI & DAN Europe.

Operativo il progetto pilota MPA_ADAPT con i Centri PADI in collaborazione con DAN Europe Foundation nelle AMP di Portofino e delle isole Pelagie.

Tutti i divers ricreativi, che hanno intenzione di aderire a quest’iniziativa promossa dal progetto MPA_ADAPT potranno farlo con i Centri PADI che operano nelle AMP di Portofino e delle Isole Pelagie che hanno aderito all’iniziativa e che potranno condurre immersioni e/o corsi di formazione dedicati alla “Citizen Science” attraverso il rilascio del brevetto PADI Fish Identification.

Il personale dei Diving Center è stato appositamente formato e dotato di una serie di strumenti, che permetteranno il coinvolgimento dei divers ricreativi in azioni di ricerca integrata raccogliendo dati attraverso il protocollo di Identificazione delle specie di cambiamento climatico, che permetterà alle AMP di avere dati importanti per affrontare il problema del “Climate Change”, allo stesso tempo i divers doneranno il profilo della loro immersione a DAN Research che coinvolge da diversi anni i divers nella raccolta delle informazioni necessarie allo studio dei dati relativi alle immersioni sotto il profilo fisiologico.

Ecco l’elenco dei Diving che aderiscono all’iniziativa:

AMP Portofino:

ABYSS PROFESSIONAL: raul@abyssprofessional.it;

CORDERIA NAZIONALE: info@corderianazionale.it;

DIVING EVOLUTION: andrea@divingevolution.com;

DIVING GROUP PORTOFINO: info@dgportofino.com;

DIVING NERVI ITC: info@divingnervi.com;

EUROPEAN DIVING ASD: info@edcmi.com;

PORTOFINO DIVERS: info@portofinodivers.com.

AMP Pelagie:

MARE NOSTRUM LINOSA: linosadiving@gmail.com;

MARINA DIVING LAMPEDUSA: info@marinadivinglampedusa.com;

MOBY DIVING: info@mobydiving.it;

PELAGOS DIVING LAMPEDUSA: info@pelagoslampedusa.it.

Il Team di DAN Research capitanato da Max Pieri ha collaborato al progetto integrando la lavagnetta di raccolta dei dati con il loro programma storico di Citizen Science: Diver Safety Guardian.


Ecco le parole ufficiali della AMP – Portofino:

L’Area Marina Protetta di Portofino è partner del progetto Interreg, MPA_Adapt che ha come obiettivo lo sviluppo di piani di adattamento per rendere le Aree Marine Protette più resilienti nei confronti dei cambiamenti climatici, i cui effetti sono ormai ben visibili.
Tra le misure previste sono presenti il coinvolgimento delle comunità locali e lo sviluppo di protocolli di monitoraggio specifici per comprendere gli effetti dei cambiamenti climatici, proprio per quest’ultimo aspetto grazie al coinvolgimento di PADI e DAN si è potuto estendere il protocollo per il visual census ai subacquei ricreativi (Citizen Science), aumentando così la quantità di dati raccolti nelle AMP delle Pelagie e di Portofino.

Le specie target inserite protocollo Visual Census sono sia mediterranee (tra cui alcune tipiche del sud del bacino) che tropicali, queste ultime nelle acque dell’AMP di Portofino non sono (per ora) presenti, per questa ragione si sono aggiunte anche il Barracuda e la Cernia dorata, specie termofile in aumento a Portofino, in passato rare nel bacino ligure e la corvina, specie target per la AMP.

In tutte e due i casi sono stati individuati dalle AMP in accordo con i diving dei Siti permanenti dove verranno realizzate le attività di raccolta dei dati da parte dei divers ricreativi.

 

4 suggerimenti su come organizzare alcune attività per l’AWARE Week

In occasione delle celebrazioni per l’AWARE Week – un’iniziativa comune tra PADI® e Project AWARE mirata a dare la possibilità a più subacquei di prendersi cura del mondo sommerso – gli operatori subacquei e i negozi PADI in tutto il mondo si uniranno in un movimento globale per la protezione dell’oceano e organizzeranno, dal 15 al 23 settembre, eventi ed attività a tema “salvaguardia”.

Che si tratti di diventare attivisti contro i rifiuti, di dire no ad articoli in plastica monouso o di fare scelte responsabili per quanto riguarda il consumo di prodotti ittici, anche la più piccola azione è importante per la protezione e la conservazione del nostro pianeta oceano. La AWARE Week ti offre gli strumenti e l’ispirazione per incoraggiare iniziative benefiche per la salute dei fragili ambienti sommersi, in acqua e fuori.

Ti interessa organizzare un evento AWARE Week nella tua zona? Ecco alcuni modi per prepararti a riunire i tuoi studenti subacquei, amici e familiari per cominciare a stimolare il cambiamento nella tua comunità locale.

  1. Preparati ad insegnare i corsi di specialità Project AWARE: se non sei istruttore delle specialità Dive Against Debris® o AWARE Shark Conservation Diver, invia oggi stesso la richiesta per diventarlo. Il cento per cento (proprio così, il 100%!) della tua quota associativa verrà donata a Project AWARE. Non sei ancora PADI Open Water Scuba Instructor? Nessun problema, i PADI Divemaster possono richiedere di insegnare la il nuovo corso di specialità Project AWARE dopo aver partecipato ad un corso Project AWARE Specialty Instructor Training con un PADI Course Director.
  2. Inserisci la data nel tuo calendario e inizia a promuovere le tue attività per la AWARE Week: per divulgare la notizia, scarica i banner AWARE Week per i social. Crea un evento Facebook e usa #AWAREWeek su Instagram e Twitter per incoraggiare la partecipazione e prendere parte alla conversazione online.
  3. Fai in modo che le tue immersioni siano importanti e aiutino a ripulire l’oceano: se vuoi che, durante la AWARE Week, le tue immersion siano importanti per la protezione dell’oceano, conduci sondaggi Dive Against Debris. Scarica il kit per il sondaggio Dive Against Debris, che comprende i materiali necessari per organizzare e condurre con successo immersioni di sondaggio, inclusi alcuni suggerimenti su come scegliere il sito giusto.
  4. Fai vedere il video AWARE Week nel tuo negozio e cerca di suscitare interesse per i corsi di specialità Project AWARE: Dive Against Debris, AWARE Shark Conservation Diver, e la nuova Project AWARE. Chiedi a chi visita il tuo negozio di lasciarti i loro contatti qualora fossero interessati a partecipare alla AWARE Week. All’avvicinarsi della data, invia loro un invito a iscriversi ad un corso di specialità Project AWARE durante la AWARE Week o a qualsiasi altro evento da te organizzato, una serata in compagnia, una raccolta fondi… decidi tu.

Qualsiasi cosa tu faccia durante la AWARE Week, rendila divertente e importante per la conservazione dell’oceano. Se i tuoi studenti completano un corso durante la AWARE Week, accertati che ricevano il brevetto PADI in edizione limitata a supporto delle iniziative di conservazione Project AWARE, e usa questa opportunità per celebrare la bellezza e le meraviglie dell’oceano!

Dai bambini ai più anziani, dai non-subacquei ai professionisti, possiamo tutti fare la differenza nella nostra comunità globale. Partecipa anche tu ai festeggiamenti per la AWARE Week!

Per maggiori informazioni o per scaricare l’AWARE Week Toolkit come aiuto all’organizzazione di un evento nella tua zona, visita il nuovo sito AWARE Week appena lanciato.

Salva la data: AWARE Week, dal 15 al 23 settembre

Dal 15 al 23 settembre 2018, la famiglia PADI si unirà a Project AWARE® per festeggiare ambiente ed educazione. La AWARE Week si focalizza sull’insegnamento dei tre corsi di specialità AWARE – Project AWARE, AWARE Shark Conservation Diver e Dive Against Debris® – e sull’ispirare i subacquei a mettere in pratica ciò che hanno appreso per proteggere l’ambiente acquatico. Basato sul progetto AWARE Week del 2017, organizzato nel Regno Unito, quest’anno l’evento sarà a livello globale.

PERCHÈ È IMPORTANTE PARTECIPARVI

Tempistica perfetta – Dal momento che nelle regioni settentrionali la stagione subacquea comincia a rallentare e invece alle latitudini più meridionali inizia ad esplodere, i subacquei hanno buoni motivi per immergersi. Il bello è che imparano cose interessanti e sono in grado di dare il loro contributo raccogliendo rifiuti marini o osservando gli squali. Inoltre, possono progredire nella loro educazione continua. Partecipare alla AWARE Week ti permette di mantenere i contatti con i tuoi clienti e allo stesso tempo di aumentare le certificazioni nel mese di settembre.

Crea portavoce per l’ambiente – Quanti più subacquei vengono a conoscenza dello stato in cui versa l’oceano e delle attuali minacce alle risorse acquatiche, tanto più probabile sarà che possano effettuare migliori scelte personali per l’ambiente e che diventino portavoce per il cambiamento. L’educazione è la chiave per supportare il programma PADI “Pilastri per la salute dell’oceano e per la protezione della vita marina” e per promuovere le varie iniziative da parte di Project AWARE. Educare i subacquei alla specialità Dive Against Debris non solo aumenta la lista dei partecipanti ai tuoi sondaggi DAD mensili, ma educa le persone a dire “no” ai prodotti in plastica mono-uso. Mostrare ai subacquei il continuo sfruttamento cui sono sottoposti gli squali educherà un maggior numero di persone a difenderli, sia a livello locale che a livello globale.

Miglioramento personale – Se puoi già insegnare tutte le specialità AWARE, farlo durante la AWARE Week ti aiuterà ad aumentare le tue certificazioni in vista del tuo prossimo traguardo professionale. Se non sei ancora autorizzato ad insegnare la specialità Dive Against Debris o la AWARE Shark Conservation Diver, allora questo è il momento ideale per aggiungerle alle tue qualifiche professionali. Ottieni la formazione necessaria e/o invia il modulo di richiesta quanto prima, in modo che tu sia pronto per settembre. Inoltre, ricorda che la tua quota istruttore sarà donata a Project AWARE.

COS’ALTRO PUOI FARE

Riempi la settimana – Combina corsi ed eventi per riempire la settimana. La cosa più ovvia è quella di offrire un grande sondaggio Dive Against Debris presso il tuo sito d’immersioni locale, ma preparati ad offrire anche altre attività. Invita esperti ambientali del posto perché parlino ai tuoi subacquei di squali, razze di mare o di qualsiasi altra specie, presente nella tua zona, in pericolo o minacciata. Mostra video ambientali che spieghino la gravità dell’inquinamento da plastica o che mettano in risalto come effettuare scelte migliori per proteggere l’ambiente. Cerca di concentrarti su ciò che avviene a livello locale perché è lì dove i tuoi subacquei possono fare la differenza maggiore.

Strumenti da scaricare: scarica gli strumenti di marketing per promuovere il tuo evento AWARE Week ed incoraggiare le iscrizione ai corsi AWARE.

Nota importante: la Project AWARE Specialty è in corso di aggiornamento, in modo che tu possa spiegare dettagliatamente ai tuoi subacquei i “10 Consigli per Aiutare i Subacquei a Proteggere il Pianeta Oceano”, tra cui alcune discussioni su come poter dare il proprio contributo personale. Mentre ti prepari alla AWARE Week, fai attenzione all’annuncio della pubblicazione della nuova guida istruttore.

Per maggiori informazioni, visita la pagina AWARE Week dedicata agli affiliati PADI.

 

Progetto MPA_ADAPT sul Climate Change alle Pelagie e Portofino.

PADI EMEA in collaborazione con DAN Europe, ha firmato un accordo con il progetto MPA_ADAPT finanziato dalla commissione Europea per un azione di monitoraggio sul tema del Climate Change in alcune Aree Marine Europee tra cui Le Isole Pelagie e Portofino.

Dopo diversi incontri con i Responsabili del progetto si è deciso di fare due azioni pilota nelle Aree Marine delle isole Pelagie e di Portofino per allargare il protocollo di monitoraggio sul Climate Change ai divers ricreativi, attraverso la formazione specifica dei Centri PADI che operano nelle due AMP.

Ecco l’iniziativa nelle parole di Ernesto Azzurro ricercatore di ISPRA:

Una nuova avventura per PADI riguarda la collaborazione con il progetto europeo MPA-Adapt nell’applicazione del protocollo ‘FISH VISUAL CENSUS – PERIODICAL MONITORING’.   Durante questa attività, i diving PADI saranno impegnati nella raccolta di dati di abbondanza specifica e distribuzione batimetrica di alcune specie ittiche indicatrici di cambiamento climatico. Le immersioni saranno effettuate in due siti pilota corrispondenti alle Aree Marine Protette delle Isole Pelagie e di Portofino. Lo studio sarà svolto in stretta collaborazione con DAN Europe Research e con l’Istituto Superiore per la Ricerca e Protezione Ambientale (ISPRA). I dati scientifici raccolti dai subacquei saranno validati dagli istruttori, associati al profilo dell’immersione e successivamente inviati ai ricercatori dell’ISPRA per le elaborazioni. La base di informazioni sarà messa a disposizione delle Aree Marine Protette come strumento per monitorare gli effetti del cambiamento climatico sul biota marino mediterraneo.

Sono stati realizzati in Maggio e Giugno due interventi di Formazione specifica per i professionisti PADI dei diving che operano nelle due diverse AMP e che adesso avranno il compito di coinvolgere i divers ricreativi in immersioni specifiche dedicate alla raccolta dei dati, ed in specifici corsi di formazione “PADI Fish Identification” dedicati alle tecniche di Citizen Science.

Il Team di DAN Research capitanato da Max Pieri ha collaborato al progetto integrando la lavagnetta di raccolta dei dati con il loro programma storico di Citizen Science ma sentiamo direttamente dalle sue parole l’integrazione del loro protocollo all’interno del progetto:

DAN Europe ha sviluppato da molti anni la partecipazione di volontari come parte integrante di progetti di ricerca, un’attività nota come Citizen Science, ossia “scienza dei cittadini” e da circa 30 anni ne è leader. La Citizen Science è attualmente impiegata in molteplici e diversificati campi (es. biologia, chimica, fisica, astronomia) e diverso è il contributo che i cittadini possono fornire: mettere a disposizione le proprie osservazioni, trasportare sensori in grado di rilevare parametri ambientali e/o climatici, segnalare la presenza di specie animali o vegetali, ecc.
Rafforzando questo concetto DAN Europe ha realizzato un nuovo database, facile e intuitivo, in grado di raccogliere tutte le informazioni sul subacqueo e sulle sue immersioni e caricandole in un database internazionale disponibile su Internet, interattivo e dinamico con la finalità di aumentare la sicurezza nelle immersioni: da un progetto nato nel 2013 e sviluppato nel corso degli anni dal team DAN Research, nasce il  “Diver Safety Guardian” (DSG). 
 Un nuovo sviluppo del portale DSG riguarda la collaborazione con il progetto europeo MPA-Adapt nell’applicazione del protocollo ‘FISH VISUAL CENSUS – PERIODICAL MONITORING’ per il monitoraggio di specie indicatrici di cambiamento climatico.  Durante questa attività, DAN Europe Research raccoglierà i dati relativi ai profili di immersione in due siti pilota corrispondenti alle Aree Marine Protette delle Isole Pelagie e di Portofino. I dati scientifici raccolti dai subacquei saranno associati ad una serie di informazioni come tempo e profondità di immersione, esercizio fisico, corrente, visibilità, confort termico, assetto ed impatto ambientale e successivamente analizzati e confrontati con il sistema di coppia. 

Ed infine PADI EMEA con i suoi Regional Managers Fabio Figurella (Sud Italia) e Massimo Zarafa (Nord Italia) hanno integrato le presentazioni sotto il profilo della nuova mission di PADI #padi4change dedita ai 4 Pilatri del Cambiamento tra i quali la protezione del Mondo Sommerso con azioni come questa che danno la possibilità ai nostri Diving di coinvolgere i divers volontari in azioni di questo tipo.

Questo permette a PADI di lavorare a stretto contatto con le AMP Italiane nella direzione della Salvaguardia e Conservazione.

Ecco le parole ufficiali della AMP – Portofino:

L’Area Marina Protetta di Portofino è partner del progetto Interreg, MPA_Adapt che ha come obiettivo lo sviluppo di piani di adattamento per rendere le Aree Marine Protette più resilienti nei confronti dei cambiamenti climatici, i cui effetti sono ormai ben visibili.
Tra le misure previste sono presenti il coinvolgimento delle comunità locali e lo sviluppo di protocolli di monitoraggio specifici per comprendere gli effetti dei cambiamenti climatici, proprio per quest’ultimo aspetto grazie al coinvolgimento di PADI e DAN si è potuto estendere il protocollo per il visual census ai subacquei ricreativi (Citizen Science), aumentando così la quantità di dati raccolti nelle AMP delle Pelagie e di Portofino
Le specie target inserite protocollo Visual Census sono sia mediterranee (tra cui alcune tipiche del sud del bacino) che tropicali, queste ultime nelle acque dell’AMP di Portofino non sono (per ora) presenti, per questa ragione si sono aggiunte anche il Barracuda e la Cernia dorata, specie termofile in aumento a Portofino, in passato rare nel bacino ligure e la corvina, specie target per la AMP.

In tutte e due i casi sono stati individuati dalle AMP in accordo con i diving dei Siti permanenti dove verranno realizzate le attività di raccolta dei dati da parte dei divers ricreativi.

Tra Settembre e Ottobre saranno realizzati degli eventi a Lampedusa e Portofino per la presentazione dei primi risultati delle azioni pilota di questo importante progetto ambientale.