Una forza per il bene: i “restauratori”

Una delle caratteristiche dei subacquei e della tenacia dello spirito umano è che, quando ci troviamo di fronte ad una sfida, ne valutiamo l’entità e poi troviamo il modo di risolverla. Affrontiamo il problema del declino e dello stress a cui sono soggetti i coralli nello stesso identico modo. I subacquei, in collaborazione con gli scienziati, sono oggi i fautori di una dozzina di iniziative di restaurazione del corallo, con ricerche e procedure di coltivazione e trapianto, di crescita e diffusione del corallo. Nell’ultimo articolo pubblicato sul mio blog, ho creato un link al Coral Restoration Project, creato dal Dott. David Vaughan del Mote Marine Laboratory, un subacqueo che diede vita ai primi vivai di corallo e scoprì come accelerare la crescita del corallo dalle 25 alle 40 volte rispetto al passato. La sua scoperta è una delle svolte fondamentali di cui avevamo bisogno per iniziare a ripopolare il corallo su larga scala; e questo è solo un esempio.

Parliamo, ora, del PADI AmbassaDiver Andre Miller MSc, nelle Barbados. Dopo aver capito che documentare il declino del corallo è importante ma non ne è la soluzione, Andre ha creato un’iniziativa locale per riposizionare i coralli in pericolo e ripopolare quelli danneggiati. Con un tasso di sopravvivenza di oltre il 90%, quest’iniziativa è stata già adottata in diverse località dei Caraibi. Visita questo link per vedere quali sono e per osservare alcune incredibili immagini prima e dopo l’intervento.

Ecco un altro esempio. Il Coral Restoration Foundation e Curacao. Con un’ampia partecipazione da parte dei PADI Dive Center locali, dei turisti subacquei e della comunità subacquea locale, il loro sforzo si concentra sui coralli a corna di cervo e a corna d’alce, importanti perché forniscono struttura e habitat e, tuttavia, sono considerati in pericolo dalla US National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA). Oggi, la Coral Restoration Foundation, situata a Key Largo in Florida, ha la capacità di far crescere ogni anno oltre 22.000 coralli pronti per i reef e, a tutt’oggi, ne ha trapiantati oltre 74.000 sulla Florida Reef Tract.

Si potrebbero occupare pagine intere con l’elenco dei modi in cui i subacquei sono fondamentali per la restaurazione e la ripopolazione del mondo sommerso, ma qui vorrei soffermarmi su tre punti importanti:

Primo: anche tu puoi trovare il tuo posto nell’attività di restaurazione del corallo. Dirigiti verso i mari tropicali e vedrai che la comunità subacquea locale starà sicuramente facendo o iniziando a fare qualcosa e avrà bisogno del tuo aiuto, dal momento che la restaurazione del corallo necessita dei subacquei. C’è molto da fare per quanto riguarda la cura e la manutenzione nella coltivazione e nel trapianto del corallo e bisogna farlo bene. Diversi operatori subacquei insegnano le specialità distintive PADI Coral Restoration o organizzano esperienze che ti permettono di partecipare in modo pratico. Se abiti in zona e puoi prenderne parte regolarmente, ancora meglio. Inoltre, le colonie coralline che trapianterai domani potrebbero essere ancora lì – e molto più grandi – quando, in un futuro lontano, i tuoi discendenti vi nuoteranno vicino. Incredibile, non trovi?

Secondo: l’attività di salvaguardia è centrale alla restaurazione. Sebbene l’attività di restaurazione stia aumentando a livello globale, il declino del corallo è ancora maggiore. Per ridurre questo divario, dobbiamo prenderci cura delle cause che accelerano la perdita di corallo tanto quanto il trapiantarne di nuovi. Oltre a ciò, l’attività di trapianto non funziona se il nuovo corallo non riesce comunque a sopravvivere. Così, ogni volta che riduci la tua impronta di carbonio, che ricicli la plastica, che riduci la quantità di rifiuti, che scegli di mangiare pesce in modo sostenibile, che voti per la salvaguardia e la conservazione delle risorse acquatiche e dell’ambiente marino, ecc., stai dando il tuo contributo alla restaurazione del corallo.

Terzo: dobbiamo essere realisti ma anche ottimisti. Una forza composta da oltre venticinque milioni di subacquei è travolgente e, con una grandezza oltre dieci volte superiore a quella della forza militare più grande al mondo ed un costante impegno per un pianeta sano e vivibile, è una forza positiva in grado di cambiare le cose. Per cui, come ho detto prima, i mari sono in pericolo, ma la situazione è tutt’altro che senza speranza, dal momento che tu sei schierato dalla loro parte. Stiamo già facendo molto, ma dobbiamo fare di più e più velocemente. Se non sai ancora quale sarà il tuo contributo, inizia ora il tuo percorso e proponi discussioni costruttive.

Dr. Drew Richardson

PADI President & CEO

I Subacquei Fanno Già la Differenza

Quando senti cosa dicono gli studi sulla pesca eccessiva, il cambiamento climatico globale, la decolorazione dei coralli, la pesca delle pinne di squalo…e la lista va avanti…è normale domandarsi se la situazione è senza speranza. Avremo ancora le barriere coralline tra 30 anni? Ci sarà ancora qualcosa di vivente nei mari tra 50 anni?

Si, e si. I mari affrontano sfide incredibili, ma hanno degli alleati formidabili – tu, io e tra oltre 25 milioni di subacquei in giro per il mondo. Non è solo il fatto che tu e i tuoi compagni subacquei potete fare la differenza, ma che fate già la differenza attraverso gli sforzi personali come riciclare, consumare responsabilmente solo pesce sostenibile, ridurre l’inquinamento e promuovere la preservazione di animali marini in estinzione. Questo è un impegno vitale, nessuno di questi è sprecato, con milioni (e sempre di più) subacquei e non-subacquei, che fanno del loro meglio – il che è eccezionale. Ma rispetto ad alcuni gruppi esterni alla subacquea, i subacquei tirano le redini della gestione e della leadership ambientale. Oltre a essere in prima linea sulla conservazione e la salvaguardia, i subacquei sono in prima linea nella ricostruzione.

Lo sapevi che, insieme gli scienziati, i subacquei aiutano a far crescere e ad aggiustare i coralli? Utilizzando stampe in 3D per creare strutture artificiali dove i coralli reali e le specie che vivono sui coralli possano vivere? Rimuovere i rifiuti (come le plastiche!) dalla maggior parte dei siti subacquei? Ripiantare mangrovie, alghe e altre piante vitali per i coralli e per la salute degli oceani? Utilizzare metodi diversi per proteggere e ripopolare tartarughe, pesci ed altre specie? Raccogliere dati è necessario per identificare e adottare nuove soluzioni e migliorare quelle già esistenti? Vogliamo insegnare ai bambini e alle persone cosa stiamo imparando e dimostrare che possiamo fare la differenza in modo da poter continuare a salvare e far crescere il pianeta. Questi non sono piccoli esperimenti locali – sono iniziative già esistenti, e già in opera e con risultati provati.

La verità è che, affrontiamo una minaccia molto più grande delle problematiche legate ai mari, ed è: la perdita di speranza. Non vogliamo nascondere le teste sotto la sabbia, ma non vogliamo neanche vedere tutto nero. Ci sono migliaia di barriere coralline in salute e altrettanti siti subacquei in giro per il mondo. Per restare informati, innovativi e impegnati, non possiamo solo visitarli, ma dobbiamo anche preservarli, imparare da loro e utilizzare ciò che impariamo a nostro vantaggio per ricostruirli e aggiustarli.

Credo in un realismo ottimista e ho speranza nel futuro, in parte perché i dati supportano l’ottimismo e poi anche perché non abbiamo scelta. La mancanza di speranza porta all’inattività, alla rassegnazione e all’arresa, che non risolvono nulla. La speranza ancora le nostre anime al possibile, all’azione, e a fare ciò che è necessario fare. Questo non significa avere la sindrome di Pollyanna – nessuno si aspetta che l’ambiente globale possa tornare a essere come nel 1618 – ma può essere vibrante, in salute e in crescita. Una Terra in salute con mari in salute può essere il massimo dell’eredità da lasciare ai nostri figli e ai loro futuri bambini.

Dr. Drew Richardson
PADI President & CEO

Come dare il proprio contributo durante la AWARE Week

Che tu sia un Istruttore PADI® certificato ad insegnare una delle specialità Project AWARE®, un proprietario di un centro subacqueo o un PADI Divemaster con una passione per la difesa dell’ambiente, ci sono innumerevoli modi con cui puoi celebrare l’oceano come ambasciatore subacqueo durante la AWARE Week, dal 15 al 23 settembre 2018.

Il prossimo settembre, per la prima volta su scala globale, verrà organizzata la AWARE Week, una collaborazione tra PADI e Project AWARE durante la quale la comunità subacquea si riunirà per nove giorni di educazione e attività ecologiche.

Come puoi dare il tuo contributo? Comincia con l’offrire le specialità della Project AWARE, tra cui la Project AWARE rivista, la AWARE Shark Conservation Diver e la Dive Against Debris®. Dall’apprendere nuove nozioni sugli squali al capire in che modo i rifiuti arrivano nell’oceano, ciascun corso dà ai subacquei la possibilità di proteggere l’oceano, sia che si trovino sott’acqua o a terra.

RIGUARDO LE SPECIALITÀ:

Specialità Project AWARE

Con il corso di specialità aggiornato Project AWARE, i subacquei vengono a conoscenza della Project AWARE come di un movimento globale e imparano a come prendere l’iniziativa a livello personale. Il corso, che non prevede immersioni, è ideale per subacquei e non, e si concentra sui “10 Consigli per Aiutare i Subacquei a Proteggere l’Ambiente Sottomarino”.

La specialità AWARE Shark Conservation Diver

Il corso di specialità AWARE Shark Conservation Diver educa gli studenti al valore che gli squali hanno per gli ecosistemi marini e per le economie locali. Il corso tratta delle cause alla base del declino delle popolazioni di squali, di cosa fare per diventare un loro difensore consapevole ed appassionato, e sgombera il campo dai tipici luoghi comuni sugli squali.

La specialità Dive Against Debris

Grazie alla specialità Dive Against Debris, i subacquei ottengono la conoscenza e le abilità per attivare il “science citizen” in loro stessi e per partecipare ai sondaggi Dive Against Debris sotto la guida di un professionista PADI.

CHI PUÒ INSEGNARE COSA:

Istruttori PADI

Tutti gli Istruttori PADI sono qualificati ad insegnare la specialità Project AWARE e possono richiedere di diventare Dive Against Debris e Shark Conservation Diver Specialty Instructor. Puoi partecipare ad un corso Specialty Instructor Training con un PADI Course Director o richiedere direttamente la specialità al tuo PADI Regional Headquarter (consulta il listino prezzi: il costo verrà completamente devoluto a Project AWARE).

PADI Assistant Instructor:

Tutti i PADI Assistant Instructor sono qualificati ad insegnare la specialità Project AWARE.

PADI Divemaster

I Divemaster possono richiedere la certificazione ad insegnare il corso di specialità Project AWARE dopo aver partecipato ad un corso Project AWARE Specialty Instructor con un PADI Course Director.

Vuoi saperne di più? Vai al sito AWARE Week appena lanciato e ottieni alcuni consigli su come organizzare o partecipare ad eventi nella tua zona.

 

Cavalcare uno squalo balena? Vergognoso ed inaccettabile!

Incredibile! Forse avrete visto il video virale di quei subacquei che, in Indonesia, cavalcano uno squalo balena. Ma veramente, al giorno d’oggi, qualcuno ha il coraggio di fare una cosa del genere? La cosa mi fa veramente infuriare!

Questo tipo di comportamento è inaccettabile per chiunque, dovunque e sempre, ma lo è specialmente per noi subacquei. È un grosso problema, non solo perché quel povero animale – già in condizioni di difficile sopravvivenza – viene aggredito fino allo sfinimento da alcuni subacquei (sebbene questa sia la parte preponderante), ma anche per l’intera comunità subacquea. Dovremmo comportarci da ambasciatori del mondo sommerso che, uniti, danno voce alla loro preoccupazione e al loro interesse per la protezione dei nostri mari, minacciati da abusi come lo sfruttamento eccessivo della pesca, i rifiuti in plastica, lo “spinnamento” degli squali e l’inquinamento su larga scala. La Salvaguardia degli Animali Marini è uno dei Pilastri del Cambiamento PADI e so per certo che la stragrande maggioranza dei subacquei – probabilmente oltre il 99,9% – supporta attivamente le iniziative della comunità a protezione degli oceani e non farebbe mai una cosa come quella che abbiamo visto nel video.

Ma questo video ci raffigura come ipocriti che si approfittano degli animali marini per il proprio divertimento. E non solo: questi subacquei hanno violato le leggi locali ed internazionali (dal 2013, infatti, gli squali balena sono una specie protetta dalla legge indonesiana) che la comunità subacquea ha lottato duramente affinché venissero implementate. I ricercatori ritengono che, in Indonesia, il numero degli squali balena sia diminuito del 63% negli ultimi 75 anni, di circa il 30% nell’Atlantico, con una riduzione totale di oltre il 50% negli ultimi dieci anni. Questo è il motivo per cui la IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) considera gli squali balena una specie in pericolo.

Gli squali balena sono animali marini intelligenti e vederne soffrire uno per mano di subacquei che vogliono solo divertirsi è scandaloso! Dovreste sentirvi scandalizzati anche voi e so per certo che molti di voi lo sono, viste le migliaia di commenti pubblicati dopo l’uscita del video e tutti quelli che continuano ad essere pubblicati. Ne ho notato qualcuno secondo cui i subacquei in questione (o alcuni di loro) sarebbero stati arrestati: confidiamo che la giustizia indonesiana sarà equa. Ciò dimostra che tali problematiche e la legge vengono prese seriamente, com’è giusto che sia.

Se non lo avete già fatto, fatevi sentire anche voi. Il mondo deve sapere che tutto ciò non ci rappresenta. Questa non è subacquea. La vostra voce è importante: come disse lo statista Irlandese Edmund Burke “Perché il male trionfi è sufficiente che le persone buone non facciano nulla.” Il silenzio è spesso percepito come assenso, e questo è inaccettabile! Fate sapere a tutti i non-subacquei – che abbiano visto le immagini – che il comportamento mostrato nel video è inaccettabile ed irresponsabile. Il fatto che voi diate un messaggio personale fa una grossa differenza e ha una particolare rilevanza, dal momento che siete subacquei, apneisti o entrambi. Tutti noi possiamo contribuire a far sì che questo incidente porti un cambiamento positivo, facendo conoscere ai subacquei – e non – la pubblicazione intitolata “Responsible Shark and Ray Tourism Guide” prodotta da una collaborazione tra Project AWARE, WWF e Manta Trust.

Come Lorax, il personaggio creato dal Dr. Seuss, parlava per conto degli alberi, così noi subacquei siamo i portavoce del mare. Siamo i difensori del nostro pianeta oceano: comportiamoci di conseguenza. Fate sapere a tutti che la grande famiglia dei subacquei è una forza positiva nel mondo e che non tollereremo questo tipo di comportamento.

Dr. Drew Richardson
PADI President & CEO

5 Minuti insieme Sott’Acqua per il Clima: MPA_ADAPT con PADI & DAN Europe.

Operativo il progetto pilota MPA_ADAPT con i Centri PADI in collaborazione con DAN Europe Foundation nelle AMP di Portofino e delle isole Pelagie.

Tutti i divers ricreativi, che hanno intenzione di aderire a quest’iniziativa promossa dal progetto MPA_ADAPT potranno farlo con i Centri PADI che operano nelle AMP di Portofino e delle Isole Pelagie che hanno aderito all’iniziativa e che potranno condurre immersioni e/o corsi di formazione dedicati alla “Citizen Science” attraverso il rilascio del brevetto PADI Fish Identification.

Il personale dei Diving Center è stato appositamente formato e dotato di una serie di strumenti, che permetteranno il coinvolgimento dei divers ricreativi in azioni di ricerca integrata raccogliendo dati attraverso il protocollo di Identificazione delle specie di cambiamento climatico, che permetterà alle AMP di avere dati importanti per affrontare il problema del “Climate Change”, allo stesso tempo i divers doneranno il profilo della loro immersione a DAN Research che coinvolge da diversi anni i divers nella raccolta delle informazioni necessarie allo studio dei dati relativi alle immersioni sotto il profilo fisiologico.

Ecco l’elenco dei Diving che aderiscono all’iniziativa:

AMP Portofino:

ABYSS PROFESSIONAL: [email protected];

CORDERIA NAZIONALE: [email protected];

DIVING EVOLUTION: [email protected];

DIVING GROUP PORTOFINO: [email protected];

DIVING NERVI ITC: [email protected];

EUROPEAN DIVING ASD: [email protected];

PORTOFINO DIVERS: [email protected].

AMP Pelagie:

MARE NOSTRUM LINOSA: [email protected];

MARINA DIVING LAMPEDUSA: [email protected];

MOBY DIVING: [email protected];

PELAGOS DIVING LAMPEDUSA: [email protected].

Il Team di DAN Research capitanato da Max Pieri ha collaborato al progetto integrando la lavagnetta di raccolta dei dati con il loro programma storico di Citizen Science ma sentiamo direttamente dalle sue parole l’integrazione del loro protocollo all’interno del progetto:

 

Ecco le parole ufficiali della AMP – Portofino:

L’Area Marina Protetta di Portofino è partner del progetto Interreg, MPA_Adapt che ha come obiettivo lo sviluppo di piani di adattamento per rendere le Aree Marine Protette più resilienti nei confronti dei cambiamenti climatici, i cui effetti sono ormai ben visibili.
Tra le misure previste sono presenti il coinvolgimento delle comunità locali e lo sviluppo di protocolli di monitoraggio specifici per comprendere gli effetti dei cambiamenti climatici, proprio per quest’ultimo aspetto grazie al coinvolgimento di PADI e DAN si è potuto estendere il protocollo per il visual census ai subacquei ricreativi (Citizen Science), aumentando così la quantità di dati raccolti nelle AMP delle Pelagie e di Portofino.

Le specie target inserite protocollo Visual Census sono sia mediterranee (tra cui alcune tipiche del sud del bacino) che tropicali, queste ultime nelle acque dell’AMP di Portofino non sono (per ora) presenti, per questa ragione si sono aggiunte anche il Barracuda e la Cernia dorata, specie termofile in aumento a Portofino, in passato rare nel bacino ligure e la corvina, specie target per la AMP.

In tutte e due i casi sono stati individuati dalle AMP in accordo con i diving dei Siti permanenti dove verranno realizzate le attività di raccolta dei dati da parte dei divers ricreativi.

Ad Ottobre Lampedusa sarà scenario dell’evento annuale ITALY DIVE FEST by PADI & DAN che vedrà impegnati i divers nelle attività di raccolta dati dal 10 al 14 Ottobre, è previsto un seminario che analizzerà i primi risultati dei dati raccolti in questi mesi:

Per info: http://www.daneurope.cloud/italydivefest/

 

4 suggerimenti su come organizzare alcune attività per l’AWARE Week

In occasione delle celebrazioni per l’AWARE Week – un’iniziativa comune tra PADI® e Project AWARE mirata a dare la possibilità a più subacquei di prendersi cura del mondo sommerso – gli operatori subacquei e i negozi PADI in tutto il mondo si uniranno in un movimento globale per la protezione dell’oceano e organizzeranno, dal 15 al 23 settembre, eventi ed attività a tema “salvaguardia”.

Che si tratti di diventare attivisti contro i rifiuti, di dire no ad articoli in plastica monouso o di fare scelte responsabili per quanto riguarda il consumo di prodotti ittici, anche la più piccola azione è importante per la protezione e la conservazione del nostro pianeta oceano. La AWARE Week ti offre gli strumenti e l’ispirazione per incoraggiare iniziative benefiche per la salute dei fragili ambienti sommersi, in acqua e fuori.

Ti interessa organizzare un evento AWARE Week nella tua zona? Ecco alcuni modi per prepararti a riunire i tuoi studenti subacquei, amici e familiari per cominciare a stimolare il cambiamento nella tua comunità locale.

  1. Preparati ad insegnare i corsi di specialità Project AWARE: se non sei istruttore delle specialità Dive Against Debris® o AWARE Shark Conservation Diver, invia oggi stesso la richiesta per diventarlo. Il cento per cento (proprio così, il 100%!) della tua quota associativa verrà donata a Project AWARE. Non sei ancora PADI Open Water Scuba Instructor? Nessun problema, i PADI Divemaster possono richiedere di insegnare la il nuovo corso di specialità Project AWARE dopo aver partecipato ad un corso Project AWARE Specialty Instructor Training con un PADI Course Director.
  2. Inserisci la data nel tuo calendario e inizia a promuovere le tue attività per la AWARE Week: per divulgare la notizia, scarica i banner AWARE Week per i social. Crea un evento Facebook e usa #AWAREWeek su Instagram e Twitter per incoraggiare la partecipazione e prendere parte alla conversazione online.
  3. Fai in modo che le tue immersioni siano importanti e aiutino a ripulire l’oceano: se vuoi che, durante la AWARE Week, le tue immersion siano importanti per la protezione dell’oceano, conduci sondaggi Dive Against Debris. Scarica il kit per il sondaggio Dive Against Debris, che comprende i materiali necessari per organizzare e condurre con successo immersioni di sondaggio, inclusi alcuni suggerimenti su come scegliere il sito giusto.
  4. Fai vedere il video AWARE Week nel tuo negozio e cerca di suscitare interesse per i corsi di specialità Project AWARE: Dive Against Debris, AWARE Shark Conservation Diver, e la nuova Project AWARE. Chiedi a chi visita il tuo negozio di lasciarti i loro contatti qualora fossero interessati a partecipare alla AWARE Week. All’avvicinarsi della data, invia loro un invito a iscriversi ad un corso di specialità Project AWARE durante la AWARE Week o a qualsiasi altro evento da te organizzato, una serata in compagnia, una raccolta fondi… decidi tu.

Qualsiasi cosa tu faccia durante la AWARE Week, rendila divertente e importante per la conservazione dell’oceano. Se i tuoi studenti completano un corso durante la AWARE Week, accertati che ricevano il brevetto PADI in edizione limitata a supporto delle iniziative di conservazione Project AWARE, e usa questa opportunità per celebrare la bellezza e le meraviglie dell’oceano!

Dai bambini ai più anziani, dai non-subacquei ai professionisti, possiamo tutti fare la differenza nella nostra comunità globale. Partecipa anche tu ai festeggiamenti per la AWARE Week!

Per maggiori informazioni o per scaricare l’AWARE Week Toolkit come aiuto all’organizzazione di un evento nella tua zona, visita il nuovo sito AWARE Week appena lanciato.

Salva la data: AWARE Week, dal 15 al 23 settembre

Dal 15 al 23 settembre 2018, la famiglia PADI si unirà a Project AWARE® per festeggiare ambiente ed educazione. La AWARE Week si focalizza sull’insegnamento dei tre corsi di specialità AWARE – Project AWARE, AWARE Shark Conservation Diver e Dive Against Debris® – e sull’ispirare i subacquei a mettere in pratica ciò che hanno appreso per proteggere l’ambiente acquatico. Basato sul progetto AWARE Week del 2017, organizzato nel Regno Unito, quest’anno l’evento sarà a livello globale.

PERCHÈ È IMPORTANTE PARTECIPARVI

Tempistica perfetta – Dal momento che nelle regioni settentrionali la stagione subacquea comincia a rallentare e invece alle latitudini più meridionali inizia ad esplodere, i subacquei hanno buoni motivi per immergersi. Il bello è che imparano cose interessanti e sono in grado di dare il loro contributo raccogliendo rifiuti marini o osservando gli squali. Inoltre, possono progredire nella loro educazione continua. Partecipare alla AWARE Week ti permette di mantenere i contatti con i tuoi clienti e allo stesso tempo di aumentare le certificazioni nel mese di settembre.

Crea portavoce per l’ambiente – Quanti più subacquei vengono a conoscenza dello stato in cui versa l’oceano e delle attuali minacce alle risorse acquatiche, tanto più probabile sarà che possano effettuare migliori scelte personali per l’ambiente e che diventino portavoce per il cambiamento. L’educazione è la chiave per supportare il programma PADI “Pilastri per la salute dell’oceano e per la protezione della vita marina” e per promuovere le varie iniziative da parte di Project AWARE. Educare i subacquei alla specialità Dive Against Debris non solo aumenta la lista dei partecipanti ai tuoi sondaggi DAD mensili, ma educa le persone a dire “no” ai prodotti in plastica mono-uso. Mostrare ai subacquei il continuo sfruttamento cui sono sottoposti gli squali educherà un maggior numero di persone a difenderli, sia a livello locale che a livello globale.

Miglioramento personale – Se puoi già insegnare tutte le specialità AWARE, farlo durante la AWARE Week ti aiuterà ad aumentare le tue certificazioni in vista del tuo prossimo traguardo professionale. Se non sei ancora autorizzato ad insegnare la specialità Dive Against Debris o la AWARE Shark Conservation Diver, allora questo è il momento ideale per aggiungerle alle tue qualifiche professionali. Ottieni la formazione necessaria e/o invia il modulo di richiesta quanto prima, in modo che tu sia pronto per settembre. Inoltre, ricorda che la tua quota istruttore sarà donata a Project AWARE.

COS’ALTRO PUOI FARE

Riempi la settimana – Combina corsi ed eventi per riempire la settimana. La cosa più ovvia è quella di offrire un grande sondaggio Dive Against Debris presso il tuo sito d’immersioni locale, ma preparati ad offrire anche altre attività. Invita esperti ambientali del posto perché parlino ai tuoi subacquei di squali, razze di mare o di qualsiasi altra specie, presente nella tua zona, in pericolo o minacciata. Mostra video ambientali che spieghino la gravità dell’inquinamento da plastica o che mettano in risalto come effettuare scelte migliori per proteggere l’ambiente. Cerca di concentrarti su ciò che avviene a livello locale perché è lì dove i tuoi subacquei possono fare la differenza maggiore.

Strumenti da scaricare: scarica gli strumenti di marketing per promuovere il tuo evento AWARE Week ed incoraggiare le iscrizione ai corsi AWARE.

Nota importante: la Project AWARE Specialty è in corso di aggiornamento, in modo che tu possa spiegare dettagliatamente ai tuoi subacquei i “10 Consigli per Aiutare i Subacquei a Proteggere il Pianeta Oceano”, tra cui alcune discussioni su come poter dare il proprio contributo personale. Mentre ti prepari alla AWARE Week, fai attenzione all’annuncio della pubblicazione della nuova guida istruttore.

Per maggiori informazioni, visita la pagina AWARE Week dedicata agli affiliati PADI.

 

Progetto MPA_ADAPT sul Climate Change alle Pelagie e Portofino.

PADI EMEA in collaborazione con DAN Europe, ha firmato un accordo con il progetto MPA_ADAPT finanziato dalla commissione Europea per un azione di monitoraggio sul tema del Climate Change in alcune Aree Marine Europee tra cui Le Isole Pelagie e Portofino.

Dopo diversi incontri con i Responsabili del progetto si è deciso di fare due azioni pilota nelle Aree Marine delle isole Pelagie e di Portofino per allargare il protocollo di monitoraggio sul Climate Change ai divers ricreativi, attraverso la formazione specifica dei Centri PADI che operano nelle due AMP.

Ecco l’iniziativa nelle parole di Ernesto Azzurro ricercatore di ISPRA:

Una nuova avventura per PADI riguarda la collaborazione con il progetto europeo MPA-Adapt nell’applicazione del protocollo ‘FISH VISUAL CENSUS – PERIODICAL MONITORING’.   Durante questa attività, i diving PADI saranno impegnati nella raccolta di dati di abbondanza specifica e distribuzione batimetrica di alcune specie ittiche indicatrici di cambiamento climatico. Le immersioni saranno effettuate in due siti pilota corrispondenti alle Aree Marine Protette delle Isole Pelagie e di Portofino. Lo studio sarà svolto in stretta collaborazione con DAN Europe Research e con l’Istituto Superiore per la Ricerca e Protezione Ambientale (ISPRA). I dati scientifici raccolti dai subacquei saranno validati dagli istruttori, associati al profilo dell’immersione e successivamente inviati ai ricercatori dell’ISPRA per le elaborazioni. La base di informazioni sarà messa a disposizione delle Aree Marine Protette come strumento per monitorare gli effetti del cambiamento climatico sul biota marino mediterraneo.

Sono stati realizzati in Maggio e Giugno due interventi di Formazione specifica per i professionisti PADI dei diving che operano nelle due diverse AMP e che adesso avranno il compito di coinvolgere i divers ricreativi in immersioni specifiche dedicate alla raccolta dei dati, ed in specifici corsi di formazione “PADI Fish Identification” dedicati alle tecniche di Citizen Science.

Il Team di DAN Research capitanato da Max Pieri ha collaborato al progetto integrando la lavagnetta di raccolta dei dati con il loro programma storico di Citizen Science ma sentiamo direttamente dalle sue parole l’integrazione del loro protocollo all’interno del progetto:

DAN Europe ha sviluppato da molti anni la partecipazione di volontari come parte integrante di progetti di ricerca, un’attività nota come Citizen Science, ossia “scienza dei cittadini” e da circa 30 anni ne è leader. La Citizen Science è attualmente impiegata in molteplici e diversificati campi (es. biologia, chimica, fisica, astronomia) e diverso è il contributo che i cittadini possono fornire: mettere a disposizione le proprie osservazioni, trasportare sensori in grado di rilevare parametri ambientali e/o climatici, segnalare la presenza di specie animali o vegetali, ecc.
Rafforzando questo concetto DAN Europe ha realizzato un nuovo database, facile e intuitivo, in grado di raccogliere tutte le informazioni sul subacqueo e sulle sue immersioni e caricandole in un database internazionale disponibile su Internet, interattivo e dinamico con la finalità di aumentare la sicurezza nelle immersioni: da un progetto nato nel 2013 e sviluppato nel corso degli anni dal team DAN Research, nasce il  “Diver Safety Guardian” (DSG). 
 Un nuovo sviluppo del portale DSG riguarda la collaborazione con il progetto europeo MPA-Adapt nell’applicazione del protocollo ‘FISH VISUAL CENSUS – PERIODICAL MONITORING’ per il monitoraggio di specie indicatrici di cambiamento climatico.  Durante questa attività, DAN Europe Research raccoglierà i dati relativi ai profili di immersione in due siti pilota corrispondenti alle Aree Marine Protette delle Isole Pelagie e di Portofino. I dati scientifici raccolti dai subacquei saranno associati ad una serie di informazioni come tempo e profondità di immersione, esercizio fisico, corrente, visibilità, confort termico, assetto ed impatto ambientale e successivamente analizzati e confrontati con il sistema di coppia. 

Ed infine PADI EMEA con i suoi Regional Managers Fabio Figurella (Sud Italia) e Massimo Zarafa (Nord Italia) hanno integrato le presentazioni sotto il profilo della nuova mission di PADI #padi4change dedita ai 4 Pilatri del Cambiamento tra i quali la protezione del Mondo Sommerso con azioni come questa che danno la possibilità ai nostri Diving di coinvolgere i divers volontari in azioni di questo tipo.

Questo permette a PADI di lavorare a stretto contatto con le AMP Italiane nella direzione della Salvaguardia e Conservazione.

Ecco le parole ufficiali della AMP – Portofino:

L’Area Marina Protetta di Portofino è partner del progetto Interreg, MPA_Adapt che ha come obiettivo lo sviluppo di piani di adattamento per rendere le Aree Marine Protette più resilienti nei confronti dei cambiamenti climatici, i cui effetti sono ormai ben visibili.
Tra le misure previste sono presenti il coinvolgimento delle comunità locali e lo sviluppo di protocolli di monitoraggio specifici per comprendere gli effetti dei cambiamenti climatici, proprio per quest’ultimo aspetto grazie al coinvolgimento di PADI e DAN si è potuto estendere il protocollo per il visual census ai subacquei ricreativi (Citizen Science), aumentando così la quantità di dati raccolti nelle AMP delle Pelagie e di Portofino
Le specie target inserite protocollo Visual Census sono sia mediterranee (tra cui alcune tipiche del sud del bacino) che tropicali, queste ultime nelle acque dell’AMP di Portofino non sono (per ora) presenti, per questa ragione si sono aggiunte anche il Barracuda e la Cernia dorata, specie termofile in aumento a Portofino, in passato rare nel bacino ligure e la corvina, specie target per la AMP.

In tutte e due i casi sono stati individuati dalle AMP in accordo con i diving dei Siti permanenti dove verranno realizzate le attività di raccolta dei dati da parte dei divers ricreativi.

Tra Settembre e Ottobre saranno realizzati degli eventi a Lampedusa e Portofino per la presentazione dei primi risultati delle azioni pilota di questo importante progetto ambientale.

Il secondo corso universitario sulla Citizen Science.

Il secondo corso universitario dedicato alla Citizen Science applicata al mondo della subacquea si è concluso con successo a Gozo (Malta). Il corso, durato dal 12 al 16 febbraio e sviluppatosi attraverso lezioni in classe e in mare, ha coinvolto otto partecipanti fra cui laureandi, laureati e proprietari di diving.

Organizzato dall’Università Politecnica delle Marche – PADI Educational Facility, in partnership con PADI EMEA, DAN Europe, Green Bubbles, Reef Check Italia, il corso ha visto ben 8 Biologi Marini in formazione.

Fabio Figurella (Regional Manager di PADI EMEA per il Sud Italia)  ha presentato i 4 pilastri del cambiamento, la fondazione Project Aware ed il programma di Citizen Science “Dive Against Debris” e la specialità distintiva “Research Diver” approvata in collaborazione con UNIVPM e DAN Europe.

Il programma ha presentato diversi esempi di iniziative legate alla Citizen Science (Scienza Partecipativa) e dedicati sia alla biologia e all’ecologia marina del Mediterraneo, sia alla sicurezza in immersione. I partecipanti hanno imparato i protocolli nei ruoli sia di volontari che di proponenti e hanno scoperto come integrare tali iniziative in nuovi modelli di business per l’industria subacquea. Altre tematiche toccate durante il corso comprendono il marketing, la tecnologia, la diversificazione dell’offerta, gli aspetti legali e l’Ocean Literacy.

Durante il corso due Biologhe Marine, proprietarie di Diving in Sardegna: Giorgia Sicbaldi – Air Sub Service – Villasimius e Valentina Valoncini Costa Paradiso Diving Center – Costa Paradiso, hanno aderito e ottenuto da PADI la certificazione come Diving Green Star Award.

Il corso, dedicato ai professionisti della biologia marina intenzionati ad operare nel mondo della subacquea, è parte dei prodotti sviluppati da Green Bubbles ed è supportato da UNIVPM, DAN Europe, NWU, GAIA, PADI, Project AWARE e Reef Check Italia onlus. Un GRAZIE incondizionato va ad Atlantis Diving Gozo, che ha ospitato il corso e ha risposto a tutte le nostre richieste in modo professionale e sempre con il sorriso!

1° Manifestazione Sentinelle Del Mare per Ustica.

Bologna, Aprile 2018 – Il Laboratorio di Biologia Marina e Pesca di Fano e Marine Science Group dell’Università di Bologna hanno ideato, nel Marzo 2017, un progetto per monitorare e tutelare le specie animali e vegetali del Mar Mediterraneo.
Il progetto si chiama “Sea Sentinels – Divers United for the Environment” (DUE project) e prevede il coinvolgimento di volontari non professionisti in un programma di ricerca scientifica. Il metodo di ricerca utilizzato, diffuso a partire dagli anni ’90, si chiama proprio
Citizen Science (la scienza
dei cittadini) ed ha come vantaggi la raccolta di un’elevata quantità di dati in tempi piuttosto brevi, con costi ridotti per gli istituti di ricerca, favorendo, inoltre, l’educazione ambientale dei partecipanti al progetto per un turismo più consapevole e sostenibile.
DUE project coinvolge in particolare gli appassionati del mondo sommerso nel monitoraggio della biodiversità e dello stato di salute del nostro mare, da qui il nome “Sentinelle del Mare”.
A supporto del progetto di ricerca, vi sono due aziende leader a livello mondiale nel settore delle attrezzature e dell’addestramento subacqueo: SCUBAPRO e PADI, e la prima AMP d’Italia l’Area Marina Protetta dell’Isola di Ustica e (prossimamente anche l’Area Marina Protetta di Villasimìus
Capo Carbonara) e l’agenzia di stampa ANSA.


Ustica 11-13 Maggio 2018 Si terrà presso l’Isola di Ustica la prima manifestazione di divulgazione del progetto Sea Sentinels – Divers United for the Environment (DUEproject) e presentazione ufficiale della collaborazione tra l’ Area Marina Protetta Isola di Ustica (AMP Isola di Ustica) e
l’Università di Bologna.
L’AMP Isola di Ustica ha scelto il progetto
DUEproject come metodo di monitoraggio della biodiversità marina. Dall’11 al 13 Maggio saremo presso l’AMP Isola di Ustica per un evento di divulgazione del progetto e raccolta dati. Un weekend di incontri, eventi e immersioni per coinvolgere i frequentatori di questi fondali.
Queste informazioni sono particolarmente rilevanti dal momento che il Mar Mediterraneo è considerato un hot spot di biodiversità: attualmente esso ospita più di 17000 specie che rappresentano circa il 7% della biodiversità marina mondiale ed è fortemente a rischio per i cambiamenti climatici e per gli impatti antropici diretti.
Per contribuire a questa ricerca occorrono solo pochi minuti: al termine dell’escursione in mare (seawatching o immersione), i volontari compilano un’apposita scheda di rilevamento, indicando la presenza e abbondanza delle specie marine incontrate. Le schede compilate, verranno successivamente inviate all’Università di Bologna, dove verranno elaborate dai ricercatori. I
risultati ottenuti, verranno confrontati con quelli di un precedente monitoraggio (Sub per l’Ambiente) svoltosi tra il 2002 e il 2005, consentendo alla comunità scientifica di verificare l’attuale stato di salute del Mar Mediterraneo.
Chiunque voglia partecipare può richiedere le schede tramite posta elettronica o tramite web.
Per informazioni:
www.dueproject.org; [email protected].