Una forza per il bene: i “restauratori”

Una delle caratteristiche dei subacquei e della tenacia dello spirito umano è che, quando ci troviamo di fronte ad una sfida, ne valutiamo l’entità e poi troviamo il modo di risolverla. Affrontiamo il problema del declino e dello stress a cui sono soggetti i coralli nello stesso identico modo. I subacquei, in collaborazione con gli scienziati, sono oggi i fautori di una dozzina di iniziative di restaurazione del corallo, con ricerche e procedure di coltivazione e trapianto, di crescita e diffusione del corallo. Nell’ultimo articolo pubblicato sul mio blog, ho creato un link al Coral Restoration Project, creato dal Dott. David Vaughan del Mote Marine Laboratory, un subacqueo che diede vita ai primi vivai di corallo e scoprì come accelerare la crescita del corallo dalle 25 alle 40 volte rispetto al passato. La sua scoperta è una delle svolte fondamentali di cui avevamo bisogno per iniziare a ripopolare il corallo su larga scala; e questo è solo un esempio.

Parliamo, ora, del PADI AmbassaDiver Andre Miller MSc, nelle Barbados. Dopo aver capito che documentare il declino del corallo è importante ma non ne è la soluzione, Andre ha creato un’iniziativa locale per riposizionare i coralli in pericolo e ripopolare quelli danneggiati. Con un tasso di sopravvivenza di oltre il 90%, quest’iniziativa è stata già adottata in diverse località dei Caraibi. Visita questo link per vedere quali sono e per osservare alcune incredibili immagini prima e dopo l’intervento.

Ecco un altro esempio. Il Coral Restoration Foundation e Curacao. Con un’ampia partecipazione da parte dei PADI Dive Center locali, dei turisti subacquei e della comunità subacquea locale, il loro sforzo si concentra sui coralli a corna di cervo e a corna d’alce, importanti perché forniscono struttura e habitat e, tuttavia, sono considerati in pericolo dalla US National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA). Oggi, la Coral Restoration Foundation, situata a Key Largo in Florida, ha la capacità di far crescere ogni anno oltre 22.000 coralli pronti per i reef e, a tutt’oggi, ne ha trapiantati oltre 74.000 sulla Florida Reef Tract.

Si potrebbero occupare pagine intere con l’elenco dei modi in cui i subacquei sono fondamentali per la restaurazione e la ripopolazione del mondo sommerso, ma qui vorrei soffermarmi su tre punti importanti:

Primo: anche tu puoi trovare il tuo posto nell’attività di restaurazione del corallo. Dirigiti verso i mari tropicali e vedrai che la comunità subacquea locale starà sicuramente facendo o iniziando a fare qualcosa e avrà bisogno del tuo aiuto, dal momento che la restaurazione del corallo necessita dei subacquei. C’è molto da fare per quanto riguarda la cura e la manutenzione nella coltivazione e nel trapianto del corallo e bisogna farlo bene. Diversi operatori subacquei insegnano le specialità distintive PADI Coral Restoration o organizzano esperienze che ti permettono di partecipare in modo pratico. Se abiti in zona e puoi prenderne parte regolarmente, ancora meglio. Inoltre, le colonie coralline che trapianterai domani potrebbero essere ancora lì – e molto più grandi – quando, in un futuro lontano, i tuoi discendenti vi nuoteranno vicino. Incredibile, non trovi?

Secondo: l’attività di salvaguardia è centrale alla restaurazione. Sebbene l’attività di restaurazione stia aumentando a livello globale, il declino del corallo è ancora maggiore. Per ridurre questo divario, dobbiamo prenderci cura delle cause che accelerano la perdita di corallo tanto quanto il trapiantarne di nuovi. Oltre a ciò, l’attività di trapianto non funziona se il nuovo corallo non riesce comunque a sopravvivere. Così, ogni volta che riduci la tua impronta di carbonio, che ricicli la plastica, che riduci la quantità di rifiuti, che scegli di mangiare pesce in modo sostenibile, che voti per la salvaguardia e la conservazione delle risorse acquatiche e dell’ambiente marino, ecc., stai dando il tuo contributo alla restaurazione del corallo.

Terzo: dobbiamo essere realisti ma anche ottimisti. Una forza composta da oltre venticinque milioni di subacquei è travolgente e, con una grandezza oltre dieci volte superiore a quella della forza militare più grande al mondo ed un costante impegno per un pianeta sano e vivibile, è una forza positiva in grado di cambiare le cose. Per cui, come ho detto prima, i mari sono in pericolo, ma la situazione è tutt’altro che senza speranza, dal momento che tu sei schierato dalla loro parte. Stiamo già facendo molto, ma dobbiamo fare di più e più velocemente. Se non sai ancora quale sarà il tuo contributo, inizia ora il tuo percorso e proponi discussioni costruttive.

Dr. Drew Richardson

PADI President & CEO

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